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Lingua

Cagliari, Tipografia del Corriere di Sardegna, 1875

Elodia e la repubblica sassarese. Romanzo storico

Marcello Cossu

pp. 6-7
Intanto da un sobborgo posto nel fondo di una valle, e da una chiesuola, in vicinanza di esso, veniva per l'aria un frastuono confuso di campane suonate a distesa, di canti e di zampogne, di tamburelli e di pifferi, che trasmettendosi per ondulazioni e ripetendosi languidamente dall'eco, si udiva da lontano come il concerto di una soavissima melodia. [...] Ella si vedeva contenta del suo signore, però ansiosa che ormai Dio le conceda un pegno del suo inalterabile affetto. Sparsi qua e là venivan dietro, mirandi saltellanti di fanciulli bianchi e vispi come cerbiati; più lontano, vegliardi incalliti e ricurvi sui loro vincastri - e ancor più giù, una massa bruna di vecchierelle vestite a gramaglia.

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p. 6
Taluna iva mesta e silenziosa, spingendo sul paffuto garzone la furtiva occhiatina, la quale per magica influenza, produceva sul brunello l'armoniosa impressione.

lingua

pp. 7-8
Era il Signore del contado che discendeva dal suo castello posto a cavalieri d'un dirupo lassù, in quel monte selvaggio. Egli veniva con un corteo di cavalieri corazzati; i quali li stavano in giro rispettosi, obbedienti e pronti, a suo cenno, d'eseguire qualunque comando per tristo che fosse. - Egli spiccava sovra ogn'altro per lo splendore delle sue armi, pel ricco suo criniero e per la pomposa gualdrappa a liste d'argento con lo stema, in oro, dalla famiglia, che bardava magnificamente il suo destriero.

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p. 7
Da un angolo remoto della campagna si era levato improvvisamente una nube di polvere, la quale sperdendosi tutt'intorno, avea lasciato vedere nel mezzo, un vivo luccicare di spade  e di morioni e di brunite armature. - Già si udiva un confuso scalpitio di cavalli mossi a gran carriera, e alcunche d'aspro e di formidabile, che si avvicinava visibilmente alla comun meta, con terrore manifesto di tutti gli spettatori.

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p. 9
Del resto si consoli che ove mi cada in acconcio, non sarò mai avaro di lenimento alla sua fantasia per somma mia ventura impressionata. - E il fasto luminoso di quel popolo che nel comune servaggio, seppe scuotere il giogo della tirannide e crearsi indipendente, compenserà appieno all'infortunio della vittima sagrificatavi.

aspirazioni, gente, lingua

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