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GAZZETTINO SARDO

Sassari 12 Febbraio 1881 - Numero di saggio

Gazzettino sardo. Giornale quotidiano educativo, economico, letterario ed artistico
Sassari 12 Febbraio 1881 - Numero di saggio

 

 

PROGRAMMA

Scrisse Laboulaye: «Contate i giornali di un popolo, e voi avrete il suo livello nella civiltà.»
Se la nostra Sassari dovesse fare i conti colla massima di Laboulay, si troverebbe per vero molto impacciata nello stabilire il proprio livello in faccia ai popoli civili.
È vero altresì, che l'egregio letterato e nostro concittadino D'Arcais, nel luglio dello scorso anno scriveva nell'Illustrazione Italiana:
«Sassari sarebbe un paradiso in terra, se non ci fossero le gare politiche; ma queste sono compensate da una grande fortuna: la mancanza di un giornale politico quotidiano: la qual mancanza, lo dico sul serio, è anch'essa, a mio avviso, un indizio d'inoltrata civiltà.»
Senza respingere l'inoltrata civiltà del D'Arcais, in vista dell'intenzione dello scrittore che volle alludere alla ferocia dei nostri partiti, sfogata nei due organi che li rappresentavano, noi accettiamo addirittura la civiltà negativa del Laboulay, perchè convinti che è vergogna per un paese, che conta 40 mila abitanti, il non avere il benefizio di un foglio periodico, nel quale si possa plaudire il bene, biasimare il male, e far conoscere ai fratelli isolani e d'oltre mare la nostra vita materiale, morale e intellettuale.
L'intera nostra Provincia, composta di 110 Comuni e di 250 mila abitanti, non conta oggidì alcun organo di pubblicità. Fra le 69 Provincie italiane, quella di Sassari occupa l'ultimo posto - anzi si dovrebbe meglio dire che essa è fuori posto, perchè non vanta alcun giornale nel suo seno!
La nostra città, che potrebbe a buon dritto schierarsi fra le secondarie d'Italia, per la ricchezza delle campagne, floridezza di commercio, e buon numero di belle e utili istituzioni, è costretta a vivere la vita dell'anacoreta: - noncurante di sè, noncurante degli altri. - Quest'indifferenza accidiosa, e questa sconfortante inerzia, che minacciano uccidere la nostra vita civile, dovrebbero cessare da una buona volta, perchè di danno a tutti - a uomini e a cose.
Penetrati dalle speciali condizioni giornalistiche del nostro paese, ci siamo riuniti volonterosi nel pensiero di fondare un periodico che potesse rispondere ai nostri bisogni, tornando utile ad ogni ceto di persone.
Risparmieremo ai lettori un inutile saggio di parole e di promesse; il nostro programma è semplice:
Noi non serviremo alcun partito: - la nostra bandiera sarà quella del giusto e dell'onesto - la nostra mira, il bene del paese e dell'Isola. Tolleranti e spassionati, diremo francamente la nostra opinione, biasimando il male e lodando il bene dovunque lo troviamo; cioè a dire, senza punto badare se ci viene più dalla destra che dalla sinistra, più dai bianchi che dai neri.
In politica saremo schiettamente costituzionali; vivremo nelle liberali istituzioni che ci reggono; accettando tutti quei fatti che deriveranno dal savio e ponderato svolgimento delle stesse. La nostra bandiera sarà quella che ci guidò a Roma, che fu consacrata da solenni plebisciti, e sotto la quale gli Italiani, sia col bigio cappotto, sia colla camicia rossa, hanno combattuto nei giorni dei grandi cimenti per conquistare l'unità, la libertà e la grandezza della patria.
Scrivendo per uno scopo principalmente educativo, non ci terremo lontani dalle lotte amministrative locali. La prosperità della nostra Provincia non può sperarsi che dalle forze riunite e concordi di tutti gli uomini di mente e di cuore, ed è nella sincera corrispondenza di questi che riposa l'avvenire del nostro paese. Epperò, per questo riguardo, il nostro non potrà essere che un lavoro di conciliazione, inteso ad avvicinare i migliori, sulle cui insegne, cancellate le antiche e nuove offese, dovrebbe scriversi: carità di patria!
Sovratutto noi diremo le cose con quella cortesia di modi che non deve essere mai disgiunta da chi ha l'animo educato e gentile - quindi non scenderemo mai al pettegolezzo nè incoraggieremo lo scandalo; la persona sarà da noi rispettata nel santuario della famiglia, nè sotto alcun pretesto, daremo luogo alle virulenti polemiche, e agli attacchi di piazza.
Il nostro giornale sarà quotidiano, ed avrà giornalmente i telegrammi dell'Agenzia Stefani. Conterrà articoli d'istruzione, educazione, igiene, agricoltura, commercio, ecc.; molte corrispondenze dall'interno dell'Isola e dal Continente; notizie varie: il listino della borsa di Genova, nonché quello dei prezzi correnti dei diversi generi commerciabili della nostra piazza; l'arrivo e partenza delle navi da Portotorres coi relativi carichi; il bollettino meteorologico, il movimento dello Stato Civile, la Cronaca dell'Isola e della città, gli avvisi più importanti del Municipio, della Provincia, Camera di Commercio, ecc. Insomma, renderemo di pubblica ragione, tutto quanto sarà di pubblica utilità.
La parte letteraria non sarà trascurata. Alimenteremo l'APPENDICE di Racconti; Novelle; Riviste scientifiche, artistiche, teatrali, bibliografiche, ecc., ecc.
L'opera nostra non sarà che un tentativo, e per ora non apriamo l'abbonamento che per un solo trimestre, facendo conoscere al pubblico che tutti i fondi sono depositati, e che noi non mancheremo all'impegno assunto. Dalle richieste e dal numero delle associazioni dipenderà l'avvenire del giornale.
Dopo il terzo mese, o continueremo la pubblicazione, oppure faremo sapere ai lettori, che sospendiamo addirittura il periodico, per rispettare la volontà del paese, il quale non vuol giornali, e non sarà contento dell'opera nostra.
Con non lievi sacrifizi noi ci siamo messi all'opera. Spetta ora ai nostri concittadini ed ai Sardi tutti di rispondere all'appello. Non abbiamo altro da aggiungere. Domandiamo solo l'appoggio morale o materiale; e giacchè abbiamo aperto il Programma con una massima di Laboulay, ci piace chiuderlo con una massima di De Girardin:
«Un giornale non è fatto dai suoi Redattori, ma dai suoi Abbonati.»

LA DIREZIONE.

CONDIZIONI D'ABBONAMENTO
Per un Trimestre L. 6,50
Ciascun foglio Cent. 10

I NOSTRI FANCIULLI

La educazione, il temperamento, la volontà, il costume, il carattere, costituiscono la base più larga su cui ha fondamento la dignità e la grandezza di un popolo, e tali qualità s'ingenerano primamente nella fanciullezza, quando la mente e il cuore si modellano ai primi esempi ed alle prime impressioni. Il valore degli uomini, delle famiglie, delle nazioni, non dipende che dal modo come sonosi svolte e coltivate queste prerogative, le quali hanno ben maggiore importanza della prosperità economica e della elevatezza intellettuale, vagheggiate troppo frequentemente come il massimo dei beni cui debbe aspirare l'umanità. Infatti a quale prò affaticarci per la cultura delle nostre terre, per la fortuna dei nostri negozi, pel decoro dei nostri studii, se non procuriamo a noi quella felicità e quel sentimento del bene che derivano dalla stima e rispetto dell'onestà, dalla lealtà, dalla costanza nei propositi, dalla osservanza del giusto, dalla temperanza, dalla pazienza, dalla disciplina, dalla saggezza, e bontà, dal sentimento della amicizia, dagli entusiasmi generosi?
A tutte queste cose noi andavamo pensando allorchè nel percorrere le vie e i pressi della nostra città, ne avveniva d'imbatterci in fanciulli i quali prendeano diletto a trarre dei sassi sulle opere d'arte dei nostri giardini pubblici, guastarne le piante, o dare la baja a un demente o ad un ubbriaco, e stuzzicare cavalli strappando loro i crini, a insudiciare in cento modi le mura delle case, a tormentare e percuotere fanciulli per età o per isviluppo posti in condizioni inferiori di forze. Fatti sono questi in apparenza di ben lieve importanza, ma che debbono essere ripresi e corretti, perocchè è il fanciullo che crea l'uomo e la storia di tutta la vita spesso non si plasma che su quel nucleo della fanciullezza, nucleo che rimane d'ordinario immutato, e diverrà germe rigoglioso delle più varie tendenze, dei vizi più turpi, o delle più grandi virtù.
Il programma del nostro giornale ci conduce a studiare tutti quei mezzi che possono formare lo spirito e perfezionare il sentimento del nostro popolo; e però ci proponiamo di dare a questi ed a altri argomenti educativi quel maggiore sviluppo e quella estensione ché loro si conviene.

LA PRODUZIONE OLEARIA
DEL 1880-81
NELLA PROVINCIA DI SASSARI

Sassari. - I frantoi sono in piena lavorazione. La mite temperatura e le scarse pioggie invernali permettono di raccogliere senza interruzione le olive che i venti fanno cadere abbondanti sul terreno. Il raccolto oleario va quindi procedendo sotto i migliori auspici, e farà entrare in paese parecchi milioni di lire a benefizio delle classi agricole e dei proprietari.
Il frutto è sano ed immune di verme; non dà però quella resa, che i proprietari si ripromettevano, poichè da ogni pressata di nove doppi decalitri d'olive si ottengono per alcune regioni non più di 20 a 25 litri d'olio, le più favorite raramente raggiungono i 30 litri.
Le qualità generalmente sono squisite ed eccellenti al paro di quelle del raccolto 1877-78 e principiano ad essere apprezzate nei mercati del Continente, per dove se ne spediscono in media 130 botti per settimana.
I prezzi che sul principio della campagna si mantenevano a 35 o 36 lire al barile di 27 chilogrammi, hanno declinato alquanto, e in giornata si pagano a 32 e 33 secondo il merito. Le scarse richieste, il bisogno per parte dei produttori di vendere, l'abbondanza del prodotto che fornisce il lavoro giornaliero dei frantoi contribuiscono a dare per ora poca elasticità ai prezzi.
Sperasi però che le richieste si faranno più attive e conseguentemente più rimuneratori i prezzi, dopo che saranno meglio conosciute le qualità, e i proprietari potranno conservare il loro prodotto senza essere obbligati, come lo sono attualmente, di vendere per sopperire alle spese di raccolto.
Il raccolto di quest'anno si può annoverare fra i più abbondanti, e si ha ragione di credere che raggiungerà i 130 mila barili, corrispondenti a 35 mila quintali del valore di 5 milioni di lire circa.
Nei decorsi giorni si tenne nel Teatro Civico un meeting di proprietari d'oliveti per indagare i mezzi più acconci per far conoscere e meglio apprezzare fuori dell'Isola il prodotto più ricco del nostro paese, e svincolarlo per quanto è possibile dal monopolio della speculazione privata.
Ottimo divisamento, che vorremmo non sfumasse in vaste declamazioni, e vi si perseverasse, quando anche i prezzi dovessero rialzare per le momentane contingenze dei mercati. Perciò facciamo voti, acciò i proprietari, smessa da una volta la loro proverbiale infingardaggine, pensino ad organizzare una Società Cooperativa Agricola con un discreto capitale allo scopo di spedire nei mercati del Continente non solo gli olii, ma ancora tutti gli altri prodotti agricoli. I mezzi non fanno difetto, essendosi alcuni dei più facoltosi proprietari dichiarati disposti a contribuire, per la creazione di una Banca congenere, la somma di 300 mila lire onde costituire il primo fondo sociale.
Sorso. - Il raccolto dell'olio si può anche in questo Comune ritenere come abbondante, e si calcola che raggiungerà i 15 mila barili corrispondenti a 4 mila quintali del valore di mezzo milione di lire.
Il frutto si mantiene sano, le qualità riescono buone, e sebbene un po' grasse alla degustazione e di colore alquanto carico, tuttavia sono apprezzate per dolcezza e finezza di gusto. La resa non diferisce da quella di Sassari.
I prezzi si raggirono dalle 32 alle 33 lire per barile di 27 chilogrammi; gli acquisti si vanno operando con qualche attività, sia per commissione, come per parte della speculazione locale.
Alghero. - L'attuale raccolto si presenta in buone condizioni, sebbene in realtà non corrisponda alle speranze, che si erano sul principio concepite dai proprietari, che riputavano di avere, come suol dire in linguaggio agricolo, una annata piena. Ciò non ostante la resa è buona, e risulta superiore a quella di Sassari, ottenendosi per ogni pressata di....doppi decalitri di olive persino 35 litri d'olio, e ciò copre alquanto la deficienza di un completo raccolto che si esperimenta in alcune regioni.
Le olive si raccolgono sinora sotto le migliori condizioni atmosferiche, e forniscono un continuo lavoro ai frantoi.
Le qualità riescono buone, soltanto il colore lascia alquanto a desiderare per bianchezza; però si ritiene ottima dai compratori e molto conveniente per i tagli.
Il raccolto si valuta a 12 mila barili circa, corrispondenti a 32 quintali.
I prezzi oscillano dalle lire ... a 33 per barile secondo il mercato, con tendenza al rialzo, che si aspetta più tardi, quando saranno compiuti i contratti di compravendite, fatti prima del raccolto.
Anche in quella piazza si cimenta la difficoltà di facili trasporti con il mercato principale oleario, che è Sassari, come per il difetto di capitali, che impedisce a vantaggio dei produttori una gara feconda fra gli speculatori locali.
Bosa e Cuglieri. - Non possiamo dire che poche ed incomplete notizie sul raccolto oleifero di quelle regioni. A Bosa il raccolto è quasi completamente fallito. A Cuglieri invece si va realizzando piuttosto abbondante e si fanno buone qualità!
Il prezzo praticato in giornata è di lire 75 la carica di 70 litri corrispondenti a 32 lire il nostro barile.
Finora non vi sono molte richieste per le piazze del Continente, soltanto alcune partite furono contrattate al suindicato prezzo per Carloforte.
Riassumendo, si può dire con nostra compiacenza, che una delle più ricche e importanti produzioni della nostra Provincia, la produzione olearia, riuscirà quest'anno abbondante e pregiata per qualità.
E ve n'era proprio bisogno dopo il fallito raccolto dell'anno scorso, e per dare un po' di fiato ai proprietari, schiacciati come uva da imposte di ogni genere governative, provinciali e comunali.

Cronaca Estera

INGHILTERRA. - Un amico ci scrive da Londra in data dell'8 corrente.
Di notizie quassù abbiamo l'attitudine ostile assunta verso gli Inglesi nell'Africa dal famoso King Coffee (Re Caffè) monarca dell'Ashantee, che dicesi abbia dichiarato la guerra all'Inghilterra per riconquistare il famoso ombrello del potere, il trofeo che gl'Inglesi tolsero dal di lui Palazzo a Coomassee per punirlo dei maltrattamenti usati ai missionari; e che vedesi ora esposto al South Kensington Museum fra i trofei di guerra.
Povero Caffè! lo compatisco! col sole africano che gli piombava sulla cervice, e senza ombrello, aveva paura di morire arrostito, fine del resto a cui è riserbato sempre il caffè.
In questi giorni abbiamo qui una stagione iniqua - acqua, grandine, nevischio ed altre benedizioni celesti - per cui siamo costretti di premunirci di un caffè molto diluito, cioè ombrello perchè per acqua. ... Brrr!! che freddo!
Da Oxford ci annunziano due addetti ferroviarii sepolti nella neve accumulata dal vento in una trincea; ci vollero 16 ore di lavoro per liberarli.

GERMANIA. - L'immenso sviluppo che ha preso la città di Berlino nell'ultimo decennio ha dimostrato talmente insufficienti le attuali vie di comunicazione con quella città, che a cura del governo si stanno allestendo i progetti pel taglio di due grandi canali dalla Sprea all'Elbe da una parte, ed all'Oder dall'altra. Quest'ultimo, già deliberato, verrà compiuto fra quattro anni, e costerà non meno di L. 37.500.000.

SVIZZERA. - Nonostante la forte concorrenza delle fabbriche americane, le officine di orologieria di Ginevra aumentano ogni anno di attività. Le tabelle doganali ora pubblicate segnalano un'esportazione di 389.345 orologi da quella città nel 1880, nonchè un aumento di 150 mila nel 1879. Si vede proprio che il tempo è moneta, e che l'umanità comincia a pensare a misurarlo!

CRONACA DELL'ISOLA

Ozieri. - In questi giorni ha avuto luogo in Ozieri l'apertura di un Asilo comunale nel quale si sono già raccolti un gran numero di bambini dai sei ai sette anni. È un istituzione che fa onore a quella città, .... tributavano le dovute lodi ai promotori di un'opera così benemerita ... . ... scriveva ancora, che si pensa seriamente a consolidare la Società di ...., la quale si propone di presentare i suoi prodotti all'Esposizione di Milano che si inaugurerà nella prossima primavera. Una parola di lode è dovuta al Prof. Zanelli, direttore della Scuola Zootecnica di Reggio Emilia, al quale si deve l'impianto della nascente Società Ozierese.
Portotorres. - In seguito del secondo incanto tenutosi il giorno 9 corrente, la costruzione dell'acquedotto fu deliberata all'Ingegnere signor Koler per la somma di lire 105,905, con un ribasso di lire 5,500 sulla somma per la quale era stata deliberata all'Ingegnere signor Davies nel primo incanto.
Dietro il nuovo reincanto i termini fatali sono stati fissati per il 24 corrente, e in tal giorno si conoscerà il fortunato impresaro che avrà l'onore di dissetare il popolo turritano.
Ci piace intanto accertare, che la gara accesa fra notabili concorrenti ha avuto per effetto il far risparmiare a quel Comune l'egregia somma di lire 55 mila circa, che potrà destinare ad altri lavori non meno importanti di cui sente urgente bisogno.
Cronaca di Città
Politeama Sassarese. - Il Consiglio Comunale in seduta 4 corrente ha deliberato di concedere sotto determinate condizioni la proprietà dell'area detta del Bagoi ad un Comitato Promotore, che ne ha fatto la domanda per l'erezione di un Politeama, che dai disegni presentati non riuscirà secondo ad alcun altro d'Italia. Mentre applaudiamo di cuore alla nobilissima iniziativa dei membri componenti il detto Comitato, facciamo voti acciò i loro sforzi siano coronati da un felice successo, e scompaiano per sempre dalle nostre piazze quei certi baracconi, che erano una vera smentita a quel progresso che a buon titolo vanta la nostra città.
Esposizione musicale. - Sebbene in ritardo annunziamo con piacere che il Direttore del nostro civico Istituto Musicale, Maestro L. Canepa, è stato dal Comitato esecutivo dell'Esposizione Musicale del 1884, in Milano, incaricato a formare e presiedere la Giunta speciale per tutta la Sardegna, e che egli ha scelto per membri gli stessi egregi signori che compongono la Commissione di Sorveglianza dell'Istituto suddetto. In altro numero riprodurremo il Manifesto della Giunta.
Corte d'Assisie, Pinacoteca e Scuole. - Nel locale di Porta Nuova, che il Municipio costruiva per uso scuole e per stabilirvi la Pinacoteca Sanna, si aprirà col 1° Marzo un nuovo Circolo di Assisie, sicchè i nostri concittadini chiamati a far parte del corpo dei Giurati non saranno più costretti ad abbandonare i loro affari per recarsi a Nuoro. L'attuale circolo delle Assisie verrà pure stabilito, quanto prima, in quel locale, e si avrà il vantaggio di avere in un solo ed elegante fabbricato riunite le due Corti. Gli ambienti sono alquanto limitati, tuttavia si prestano benissimo al nuovo uso cui sono destinati, e col tempo, se, come si è progettato, s'ingrandirà il locale, le due corti potranno avervi ogni comodo.
Rendiamo lode all'Amministrazione Comunale, che con questa felice disposizione ha fatto cosa utilissima al paese ed ha alleggerito le spese annue del Comune di L. 2800, corrispondenti al fitto dell'attuale locale della Corte d'Assisie.
Non dissimuliamo pero, che ci duole immensamente il vedere la Pinacoteca trasportata continuamente da un punto all'altro della città, e ci auguriamo che il Municipio si decida una buona volta a stabilirla in un locale adatto e degno di quella pregevole collezione. L'avere una Pinacoteca è indizio d'incivilimento, e sarebbe un grave scorno per la nostra città se gli eredi Sanna, come ne hanno il diritto, reclamassero i quadri perché non collocati in sito conveniente.
E le scuole già ivi esistenti, dove si trasporteranno? I fanciulli di 2a e di 3a elem. sono collocati in aspettativa. Quando si richiameranno? È un anno disgraziato per quei teneri studenti, i quali furono già allontanati per un mese dalle scuole a causa del contagio vajuoloso.
Crisi olearia. - Siamo informati che le banche locali, nella presente crisi degli olii hanno fatto quanto era loro possibile per venire in aiuto dei produttori.
La Banca Agricola Sarda, che nella crisi creata dal progetto Magliani, anziché fare riduzioni com'è consuetudine degli Stabilimenti fiduciari, ha aumentato i propri impieghi di oltre 400 mila lire, anche in questa circostanza ha facilitato i produttori accordando dilazioni al pagamento, ed ha accordato, ed accorda nuove anticipazioni.
Il Credito Agricolo Industriale Sardo, ha aperto anticipazioni contro deposito d'olio e firma solida, fino alla concorrenza di un milione, come da manifesto che, per mancanza di spazio, pubblichiamo nella quarta pagina.
Mentre il paese intiero deve riconoscenza a questi Stabilimenti, deve pure una parola di lode al Comitato nominato dal Comizio dei produttori, il quale col suo interessamento ha influito perché venissero prese le suddette deliberazioni.
Banca Commerciale. - Nel Giornale L'Avvenire di Sardegna , N.15, in data 5 corrente, leggevansi parole poco lusinghiere per la Banca Commerciale Sarda, tendenti a far credere che questo Istituto siasi tenuto affatto estraneo alla questione, che nel nostro paese sta oggi agitandosi per risolvere il problema di migliorare la condizione dei produttori d'olio procurandone loro lo smercio a prezzo maggiore di quello sinora offerto dai negozianti di questa merce.
A distruggere la sgradevole impressione che nei nostri concittadini potessero aver prodotto questi erronei giudizi, siamo lieti di far conoscere ai nostri lettori:
1° Che la Banca Commerciale Sarda sin da pochi mesi or sono ebbe in mira di estendere le sue operazioni anche alle Anticipazioni sopra merci, e se non tradusse in atto questo suo deliberato, lo si deve solo attribuire alla sopravvenuta crisi finanziaria, che consigliò ogni Istituto di Credito a ristringere anziché allargare la sfera delle sue operazioni.
2° Che interpellata la Banca Commerciale Sarda da alcuni rispettabili membri del Comitato costituitosi per conseguire lo scopo di cui sopra è parola, rispose, che in vista degli urgenti bisogni, che si erano manifestati, malgrado le attuali ristrettezze finanziarie non si sarebbe rifiutata di iniziare anche subito le operazioni che aveva già deliberato d'intraprendere.
3° Che il Direttore della stessa Banca oltre aprire ai rispettabili membri del Comitato quel concorso che l'Istituto avrebbe potuto prestare per rendere meno disagiata la situazione, pose anche a disposizione l'opera sua, perchè rientrando le condizioni del credito in uno stato normale, potesse qui in Sassari costituirsi una Banca avente l'esclusivo scopo d'impiegare il suo capitale in operazioni di Anticipazioni sopra merci, della quale Istituzione è assai sentito il bisogno, essendo questo il mezzo più acconcio per vendere con maggiore riputazione i nostri prodotti.
Sembra che ve ne sia abbastanza per ... la Banca Commerciale dalle accuse ... con le parole lette nello Avvenire di Sardegna soprariferito.
Stazione. - Il progetto della Stazione ferroviaria definitiva, per Sassari, è stato finalmente ultimato. Sperasi che le formalità che restano da compiersi, prima di poter metter mano al lavoro, non verranno ritardate ulteriormente e che presto vedremo sorgere quest'edifizio che contribuirà non poco a decorare la nostra città. Altra volta parleremo diffusamente del merito di quest'opera.
Camera di Commercio . - Nel locale della Camera di Commercio si è radunato il giorno 6 corrente il Comitato Provinciale per l'Esposizione mondiale di Roma 1883 - 1886, ed ha costituito il suo ufficio di presidenza nominando a Presidente onorario il Comm. Nicolò Pasella Senatore del Regno; a Presidente effettivo il Cav. Solinas Salvatore Presidente della Camera di Commercio ed Arti in Sassari; a Vice Presidente il Cav. Crispo Vice Presidente del Comizio Agrario in Sassari, e a Segretario l'Avv. Giammaria Devilla Professore dell'Istituto Tecnico.
Il Comitato darà principio quanto prima ai suoi lavori.
Camera di Commercio . - Mercoledì 9 ebbe luogo al nostro Teatro Civico la serata della prima donna mezzo soprano signorina Adele Aimery. Fu una delle più splendide serate fatte nel nostro teatro: una vera dimostrazione di simpatia. - Il teatro era tutto adorno di festoni e illuminato a giorno; la platea letteralmente zeppa di spettatori, fra cui si notavano un buon numero di maschere di sesso femminile; i palchi adorni di eleganti signore; insomma non si poteva desiderare di più. - La seratante si ebbe pioggia di fiori, due ricchi mazzi con nastri, cinque astucci contenenti braccialetti, pendini e un remontoir, quattro diverse poesie, di cui tre firmate.
L'opera datasi era la Favorita. L'Aimery cantò una romanza per mezzo soprano, con accompagnamento d'orchestra, scritta appositamente per la circostanza dal maestro P. V. Giannini, e che la suddetta artista cantò con molt'anima e sentimento. Il lavoro del Giannini è molto pregievole, e rivela nell'autore una non comune intelligenza musicale; noi gli facciamo i più cordiali complimenti per il suo bel lavoro; come ci congratuliamo coll'Aimery per lo splendido successo di questa serata, che ben le dice quanto il nostro pubblico apprezzi le sue belle doti come artista - e più ancora come donna; e non è poco!
Per stassera, sabato, si annunzia la serata d'onore del Direttore d'Orchestra maestro Luigi Canepa, con tre atti del Guarany, con la Sinfonia dei Pezzenti e colla Meditazione di Gounod sopra il primo preludio di Bach.
Il maestro Canepa, con gentilissimo pensiero, ha voluto destinare il prodotto di questa serata a benefizio dell'Istituto Musicale sorto in questa Città per sua iniziativa. La generosa offerta è abbastanza eloquente, e noi non abbiamo altro da aggiungere. Il Canepa ha fatto una bella e buona azione!
Pubblicazioni. - Ci pregano di annunziare, che per circostanze impreviste, e indipendenti dalla buona volontà dell'Autore, il libro SASSARI di Enrico Costa, il cui primo volume doveva pubblicarsi col 31 pp. dicembre, si pubblicherà invece, insieme al secondo, entro l'anno corrente.
La mancanza del Corriere di Civitavecchia al momento di mettere in macchina, ci priva delle notizie della Capitale.
Cronaca Giudiziaria
L'importanza che la letteratura giudiziaria ha oramai assunto nel mondo giornalistico e il febbrile interesse con cui sono letti i resoconti dei pubblici dibattimenti, ci hanno ... ad aprire nel nostro giornale questa specialissima rubrica.
Settimanalmente e, quando l'importanza delle cause lo richieda, anche quotidianamente, noi terremo informati i nostri lettori di tutti i processi importanti che si svolgeranno nei nostri Tribunali - ed in ispecial modo nelle nostre Corti d'Assisie.
Nell'interesse poi degli avvocati pubblicheremo ogni quindici giorni il ruolo delle cause criminali fissate a dibattimento.
Inoltre daremo conto di alcune delle massime più importanti che, anche nella materia civile, verranno sancite dai nostri Tribunali.
Vorremmo incominciare da oggi coll'apprestare ai nostri lettori qualche cosa di interessante: - ma da una parte ce lo vieta la continua vacanza della Corte d'Assisie, vacanza protrattasi quest'anno più del solito a causa della lamentata perdita del buon presidente Pisano; - d'altra parte pur volendo parlare di alcuni dei dibattimenti che ultimamente si svolsero dinanzi al Tribunale Correzionale, dibattimenti che, sia per le persone degli imputati, sia per il titolo dell'imputazione, non sono certo privi d'interesse; noi non faremmo altro che ridire o ripetere cose oramai passate interamente e completamente nel dominio del pubblico, che le conosce e le ha commentate.
Per oggi dunque, riservandoci a parlare in seguito di qualcuno dei drammi più importanti che andranno quanto prima a svolgersi nel nostro Tempio Massimo della giustizia penale, crediamo far cosa utile e gradita pubblicando il Ruolo delle cause penali da spedirsi dalla 1a Corte di Assisie del circolo di Sassari nella 1a quindicina che principia il 14 Febbraio, sotto la presidenza del cav. Fiori.
1o giorno 14, 15, 16, 17. Pirina Giovanni detto Peddioli di l'Aglenta (Tempio) accusato di furto qualificato ed incendio - P. M. cav. Ibrangia - Difensore Soro-Pirino.
2o giorno 18, 19. Cubeddu Simon Pietro di Martis accusato di furto qualificato e falsità. - P. M. cav. Avellone - Difensore Abozzi.
3o giorno 22. Sogos Michele d'Ittiri accusato di furto qualificato. - P. M. Avellone - Difensore Martinez.
4o giorno 23, 24. Carboni Dessole Francesco d'Ittiri, accusato di furto qualificato - P. M. Avellone - Difensore Soro-Pirino.
5o giorno 25 e seg. Satta Dionigio e Dore Battista di Olzai accusati di assassinio. - P. M. Ibrangia - Difensore non ancora eletto.

IL CANCELLIERE.
Appendice del GAZZETTINO.
SULLA SPONDA DEL PO
(Dal taccuino d'uno studente)

Era una creatura pallida, flessuosa e gentile; aveva l'occhio nero, una mano da bambina, ed un cuore d'angelo. L'avevo adocchiata due o tre volte sotto i Portici, a Torino, quand'io studiavo colà la matematica, e me n'ero pazzamente invaghito.
Quella donnetta occupava tutti i miei pensieri. Il mio professore mi rimproverava continuamente perché non sapevo più estrarre le radici quadrate; ma avrei voluto veder lui, se sarebbe stato capace di estrarre la cruda radice che io aveva nel cuore!
La mia piccina si era avveduta della corte che le andavo facendo; e me ne compensava con certe occhiate di compiacenza che parevano dirmi: mi piace il nemico - combattimi, e mi lascerò vincere.
Un bel giorno, mentre io mi dirigeva al Valentino, la trovai seduta sopra un sedile nei giardini. Me le posi accanto, e le rivolsi alcune galanterie, che non le spiacquero. Feci coraggio e le presi la mano. Ella arrossì, abbassò il capo, e tacque. Il mio coraggio raddoppiò; posi le labbra sulla sua guancia, e vidi come un'ombra che mi fece chiudere gli occhi. Allo stesso tempo mi risuonò sulle guancie un affettuoso schiaffo, il quale mi fece persuaso che la mano della bella incognita non era quella d'una bambina!
Così ebbe principio il nostro amore. Quello schiaffo fu il frontispizio di un libro, le cui ultime pagine dovevano essere stracciate dal destino.
Dopo una settimana rividi la misteriosa ammiratrice del Po - sempre sullo stesso sedile dei giardini. Mi accostai ad essa spinto da una forza irresistibile. Il suo contegno era meno fiero; e mi accolse con un leggero sorriso; forse era pentita del suo rigore - forse persuasa che io non ero un cattivo soggetto.
E da quel giorno ci amammo; ma senza espansioni, senza febbri, senza entusiasmi. Il nostro amore era nutrito di silenzi e di solitudini. Quella donna al certo mi celava un tremendo segreto. Il suo contegno era misterioso. Essa volgeva intorno gli occhi paurosamente, e appena sentiva la campana dell'orologio del Valentino battere otto colpi, si alzava come scossa da una molla; mi stringeva la mano, mi baciava in fronte, e fuggiva dal mio fianco, dopo avermi severamente proibito di seguirla.
Io subiva il suo impero; non sapevo trovare la ragione dei suoi timori, dei suoi rimorsi o dei suoi capricci; mentre invece trovavo sempre la ragione della mia rassegnazione - l'amavo troppo!
Una sera l'invitai a scendere alla riva per fare una passeggiata sul Po. Mi seguì, docile come una bambina. Il gondoliere diè di mano ai remi, e si diede a canticchiare una canzone, dove si parlava di una bella infelice morta appiè delle Alpi.
Il cielo era sereno; le cento fiammelle che scintillavano qua e là per le pittoresche colline si specchiavano sulle terse acque del fiume. Non si udiva che il monotono tonfo dei remi e lo stormire delle frondi. - Chi potrà ridire tutto l'incanto di quella sera misteriosa? - Noi tacevamo; perocchè dinanzi al melanconico linguaggio della natura innamorata il nostro labbro non ha più parola. - Erano carezze arcane: - il raggio della luna scendeva furtivo a carezzare l'acque del fiume - e il lampo ardente di una nera pupilla scendeva furtivamente a carezzarmi il cuore. - E il barcaiolo, con un malizioso sorriso sul labbro, continuava a cantare.
- Com'è trista la sua canzone! - esclamò essa, senza guardarmi.
- E a noi che importa se un infelice morì appiedi delle Alpi?
La mia donna però pensava, e lagrimava; ed io non chiesi a lei la ragione del suo dolore.
L'orologio del Castello battè uno squillo. A quel suono la mia incognita si scosse, e mandò un gemito.
- È già trascorsa l'ora! - mi disse - portami a terra.
Toccata la riva, ella si accinse a partire. La fermai dolcemente.
- È tardi - dissi - io voglio accompagnarvi.
- Guai se lo fate! - esclamò vivamente - Io vi do tutto il mio amore, ma ad una condizione: che voi non seguiate mai i miei passi, nè tentiate mai di sapere chi io mi sia!
Così dicendo mi baciò le mani, terse una lagrima, e scomparve nei viali del giardino. - Rimasi immobile, seguendo cogli occhi quella misteriosa visione - Appena scomparsa, vidi un'ombra nera uscire da un cespuglio. Quell'ombra tenne dietro alla mia pallida creatura dall'occhio nero e dal cuore d'angelo.
Era caso? - era il principio o la fine d'un'avventura? - L'ignoro ancora.
Il domani, e i giorni susseguenti, aspettai invano la mia bella incognita. Non venne più al ritrovo.
Erano trascorsi dieci giorni. Una sera sul tardi io passeggiava su quella sponda silenziosa che mi parlava sempre della mia felicità perduta - Feci cenno all'amico gondoliere perché mi conducesse sul fiume.
- A quest'ora?
- Sì - a quest'ora.
Mi gettai in un canto della barca, e appoggiai il volto sulla palma delle mani. Non pensavo più - le mie facoltà mentali parevano paralizzate - Non so quanto tempo rimanessi in quello stato. La voce del barcaiuolo mi richiamò alla vita.
- Ben comprendo il vostro dolore - e vi compiango!
- Che volete voi dire?
- Fui io che la rinvenni.
- Chi?
- La misteriosa visitatrice di queste sponde - la vostra amica. Mentre stamane all'alba io scendeva alla riva, vidi un corpo umano galleggiante sotto gli archi del ponte. Era ben lei! - la poveretta si era forse gettata nel fiume durante la notte!
- Impossibile!! - Come mai?!
- Come mai? - Chi lo sa! Le sono storie quotidiane, queste! - un po' la miseria, un po' l'amore, un po' la colpa. Il nostro fiume, caro signore, è molto vecchio e sa il suo mestiere. Schiude il seno agli ospiti suoi, ma rispetta i loro segreti!
Mandai un urlo e mi cacciai le mani nei capelli chiedendo all'ignoto quel mistero, in cui forse, senza saperlo, avevo avuto tanta parte.
Toccai la spiaggia, e mi volsi per guardare un'ultima volta quel fiume tranquillo che rifletteva le mille fiammelle sparse per le colline.
Il barcaiuolo si allontanò, accompagnando col tonfo misurato dei remi uno strano ritornello:
Il Padre Confessore
Svela il peccato e non il peccatore;
Il Po, che ...
Poteva il ...
Ma qual era il peccato della mia pallida creatura dall'occhio nero e dalla mano di bambina?
Forse l'amore!

E. COSTA

 

APPENDICE TEATRALE.
AL NOSTRO TEATRO CIVICO

Dopo che i tristi eventi giornalistici della nostra città, come improvvise buffere ... il tetto dell'umile mia casetta, mi vidi costretto a chiedere qua e là ospitalità ai miei fratelli di professione, i quali, per vero dire, mi accolsero con rara gentilezza, ricostituendo ... tutti gli appunti teatrali che mandai ieri. Colgo l'occasione per ringraziare tutti i miei colleghi di giornalismo che posero a mia disposizione la loro casa, anche quando era tanto piccola da non capire due letti.
Deve pertanto ... che mi trovo un po' impacciato a cominciare questa Rivista Teatrale. Siamo già agli sgoccioli del carnevale e non voglio apprestare al colto pubblico e all'inc..ta, una minestra, la quale oltre all'essere fredda, arriva proprio dopo le frutta - Mi limiterò a passare in rassegna a volo d'uccello le opere date e gli artisti che le interpretarono.
Comincierò col dire, che la momentanea mancanza di giornali a Sassari, ne fece ...llare delle grossissime sul nostro conto; i sassaresi, senza saperlo, furono giudicati, ora perversi e ..., ora entusiasti e fanatici fino ai capelli. Parecchi corrispondenti giuocarono di astuzia, altri si contentarono di scrivere in buona fede ... in notizie d'ogni genere.
Passerò sui fatti del paese, travisati o inventati di pianta; mi basterà citare a questo proposito la morte del nostro Provveditore agli studi fatta annunziare in un giornale dell'Isola; il qual giornale, scrisse in proposito una necrologia; tanto che il buon provveditore si trovò nella fortunatissima e invidiata condizione di leggere colle lagrime agli occhi l'immatura e irreparabile perdita di sé stesso!
Sul teatro non voglio accennare che due soli fatti di pura cronaca; risparmiando alcuni altri giudizi, per carità dell'arte e del nostro paese.
La Prosa di un'Opera Seria, cadde sotto ai fischi per l'insufficienza del suo protagonista - Ciò lo sanno anche i polli.
- Volete ora conoscere come fu annunziato il fiasco nei giornali di Milano? - Eccovi il telegramma spedito alla Frusta: «Debuto Prosa Opera Seria esito buono. Il protagonista applaudito in tutti i suoi pezzi. Bene gli altri.»
Quando l'artista Adele Aimery cantò per ben diciotto volte la Favorita con soddisfazione del pubblico, il Sistro di Firenze pubblicò una corrispondenza in cui si scrisse che, dopo due povere sere della Favorita, il pubblico sdegnato richiese con insistenza il Guarany cogli applauditi ecc. ecc. ecc.
Taccio tutte le altre corrispondenze di lodi esagerate, che ho sotto gli occhi, perché se io le riportassi farebbero arrossire i corrispondenti interessati, il colto pubblico e la carta sulla quale io scrivo. - Per debito di giustizia bisogna convenire che i giornali teatrali rettificarono più tardi le non veritiere corrispondenze. E di ciò non più.
Il nostro teatro quest'anno andò per benino; e ciò in grazia dei cantanti che nell'insieme sono discreti; in grazia della temperatura atmosferica che rispettò tutte le gole maschili e femminili; in grazia dell'Impresario Mundula che fece del suo meglio per contentare il pubblico, e riuscì nel suo intento per quanto lo permettevano i mezzi del nostro teatro; in grazia del pubblico che quest'anno fu savio, compiacente e largo di compatimenti; e in grazia sovratutto dell'orchestra, la quale, sotto la direzione del rigoroso Maestro Canepa, può ben chiamarsi ottima sotto tutti i rapporti - e quale non si ebbe mai.
Gli artisti tutti hanno dei pregi incontrastabili. La Callery ha bella voce, e nella scena ha fatto rapidi progressi; l'Aimery canta con molta accuratezza e di buonissima scuola; la Pinelli ha una voce agile e spontanea; il tenore Schulz canta con un sentimento ed un colorito ammirabile; il baritono Forti ha una voce potente e robusta; il basso Arzilli ha voce bella e intonata; la Canè è una buonissima comprimaria; le ... sono buonine; i cori femminili e maschili, quantunque in numero scarso, fanno con lode il loro dovere.
Se abbiamo pregi, abbiamo pure diffetti e diffetti ne hanno proprio tutti - più o meno sì, ma ce li hanno e non ... alcuno. Non abbiamo un artista che possa lanciare la prima pietra al compagno senza compromettere la sua regola di... pubblica veste, su tutto, una tollera i diffetti in grazia dei pregi e dell'importanza del Teatro; - ed ecco la vera ...zione delle cose!
Entusiasmi, fanatismi, trasporti, febbri, apprezzamenti, non ce ne furono per alcuno; e, da ciò con convinzione, si può asserire che il nostro pubblico, questa volta, fu financo senza saperlo - come accadde a Michele Perrisi nel suo segreto impiego ...lizia! - La verità è una sola: che il pubblico fu sempre soddisfatto di tutti e di tutto, contento come una Pasqua di possedere un buco, dove passare le lunghe e noiose serate d'inverno compatendo ed incoraggiando gli artisti. Quando volle fischiare fischiò: e la Prosa cadde!
Le opere piacquero quasi tutte allo stesso modo; e siccome la Statistica è il primo termometro dei teatri, così si dirà che a tutto ieri vi furono: le recite del Guarany colla Callery; recite della Favorita coll'Aimery; 6 infelici recite della Prosa d' un'opera seria; 17 recite del Nabucco; 9 recite della M....
E questo è quanto. Prosegnano dunque gli artisti nella loro carriera; noi auguriamo a tutti la bella accoglienza loro fatta a Sassari. Chi ha bisogno di studiare studi, chi crede di non averne bisogno, non studi. Facciano, insomma, quello che credono, ma non s'illudano. Il credersi senza macchia e inappuntabile è già il principio di una fine: si ricordino bene questo consiglio di

...cias.

 

 

 

STATO CIVILE

Anno 1880
Nati . . . . . . . . . . N° 1.186
Morti . . . . . . . . . . » 1.209(*)
Matrimoni . . . . . . . . . » 247
(*) In questa cifra sono compresi i ... ... morti di Vaiuolo.

Gennaio 1881
Nati nel mese di Gennaio . . . . . . . N° 121
Morti id. . . . . . . . . » 67
Matrimoni id. . . . . . . . . » 10

Febbraio 1881
Nati a tutto il giorno 12 . . . . . . . N° 11
Morti id. . . . . . . . . » 22
Matrimoni id. . . . . . . . . » 6

TELEGRAMMI
Ndr: spiacente incomprensibile
BORSE
Ndr: spiacente incomprensibile

INSERZIONI A PAGAMENTO
Avviso
AI PRODUTTORI D'OLIO
CREDITO AGRICOLO INDUSTRIALE SARDO
SUCCURSALE DI SASSARI

Il Consiglio Amministrativo della Centrale di Cagliari ha autorizzato questa Succursale a fare anticipazioni contro deposito d'olio d'oliva fino alla concorrente di un milione di Lire, mediante aconto di pagherò a 3 mesi rinnovabili per altri 3 al 6% e con una sola firma purché solida.
L'olio sarà custodito in magazzini di cui le chiavi in potere del Credito Agricolo, oppure presso un terzo responsabile accettato dalla Banca e dal depositante.
Presso l'Ufficio della Succursale sono visibili le condizioni richieste per la suaccennata operazione stata consentita dall'Amministrazione Centrale dietro instanza fatta da questa Succursale per venire in aiuto della proprietà Agricola.

Sassari 7 Febbraio 1881.
L'AMMINISTRATORE DELEGATO
RAIMONDO FOGU

L'EUROPA
OPERA ARTISTICO-LETTERARIA
illustrata da 1000 incisioni
Abbonamenti: Un anno L. 7,50 - Un semestre L. 4.
Un numero separato Centesimi 15.
Rivolgersi esclusivamente all'EMPORIO COMMERCIALE SARDO, già delle Finanze, (dirimpetto alla Guardia) e a fianco alla Tesoreria Provinciale.

STABILIMENTO DI MOBILI
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(Sezione Mobili)
Sassari, Via della Caserma, N... 1
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Hôtel Bertrand
SASSARI, PIAZZA AZUNI, CASA F.LLI BOZZO
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Ha degli appartamenti e stanze a prezzi da convenirsi, il tutto mobiliato a nuovo.
Per disposizione del locale è unico in Sassari e può gareggiare coi primari del continente.
Serve pranzi per nozze e festini, in città e fuori.
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SALSAMENTERIA BERTRAND
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(Prezzi da non temere concorrenza)
G. BERTRAND

GIORNALI
Politici, Illustrati, di Mode, Letterari, Scientifici, Umoristici,
Teatrali, ecc.
Sassari - all'EMPORIO COMMERCIALE SARDO - Sassari.
Sassari, Tipografia Azuni, Giardini Pubblici C... Porcellana. Numero 7.

 

 

 

 

 

 
Centro di Studi Filologici Sardi - via dei Genovesi, 114 09124 Cagliari - P.IVA 01850960905
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