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GRAZIA DELEDDA


Milano, Treves, 1930
La leggenda di aprile (La casa del poeta)
Grazia Deledda
Dei figli dell'Anno, Aprile era il più bello, alto, già, e nervosamente robusto, sebbene ancora in crescenza, come gli snelli abeti giovani delle radure del bosco. Bonaccione, anche, laborioso e innocente, coltivava, col padre, i campi e i frutteti tutti in fiore, e gli orti dove la tenera freschezza degli erbaggi era tale che neppure le farfalle, per non sciuparli, li sfioravano. La madre lo adorava: gli altri figli erano lontani e, aspettandone il ritorno, ella viveva solo della presenza di questo suo diletto fanciullo: tale, almeno, ella lo considerava ancora, sebbene Aprile la sopravanzasse di tutta la testa.
 
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