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SALVATORE CAMBOSU


Nuoro, Ilisso, 1999
L'anno del campo selvatico
Salvatore Cambosu
Come nella vita pubblica ha fatto epoca l’anno dei mori, e l’anno delle cavallette, e l’anno del vaiolo, e l’anno che nuove leggi abolirono il godimento in comune delle terre; così nella vita di Atanai non sarà dimenticabile quest’anno. L’anno del campo selvatico. Esso chiude l’infanzia di Atanai e apre la sua adolescenza; ma una adolescenza che per particolari vicende già piega verso la giovinezza. Non solo. Esso segna anche una continuazione di amicizia con i suoi compagni di giochi, almeno con quelli che più a lui piacquero, e ai quali più piacque lui; e una direzione nuova da prendere per avere in pace la coscienza. E ancora. Esso è memorabile per la scoperta di un pane più ricco d’odore e di sapore di quello del tempo precedente: dove bambini e fanciulli lo avevano scarso lo desideravano come la cosa più importante della vita; e dove lui, Atanai, non lo desiderava né sapeva il senso vero del perché sia uno dei più gravi peccati sprecarlo, o, come aveva sentito dire, e l’aveva creduto una leggenda o un proverbio lungo, bruciarlo in un punto della terra, per farne salire il prezzo, mentre in altri luoghi si moriva di fame.
Era quello il primo pane del campo.
 
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