Una vasta pianura congiunge il Campidano di Cagliari con il golfo di Palmas di fronte a S. Antioco: è la valle del Rio Cixerri, la strada percorsa nel trecento dagli eserciti d’Aragona che muovevano alla conquista dell’isola.
Territorio poco popolato, guardato dal castello di Acquafredda e segnato da pochi centri agricoli di pianura: Siliqua e Villamassargia. Verso nord ai piedi delle prime bianche pendici calcaree del Marganai sorge isolata Domusnovas. Verso sud s’innalzano invece le verdi montagne che segnano il confine naturale del Sulcis, il maggior distretto minerario della Sardegna e per il carbone e diversi metalli il maggiore d’Italia.
Il paesaggio agrario appare nettamente diverso rispetto al resto dell’isola: predomina nelle fertili piane e vallate la forma dell’insediamento sparso, costituito da piccoli aggregati di case: i furriadroxius. Ed questa forma d’insediamento diffuso si mantiene anche per gli abitati: tutti di modestissime dimensioni, ad eccezione di Teulada, Santadi. Su questa leggera trama di antropizzazione spiccano i segni forti, spesso violenti, lasciati dalle dismesse attività estrattive con paesaggi segnati da imponenti distese di materiali sterili.






