La pianura alluvionale che contorna Oristano e che costituiva storicamente il Giudicato di Arborea ha sempre avuto nella presenza del maggior fiume dell’isola uno dei caratteri distintivi più importanti.
La fertilità dei suoli, che il Tirso arricchiva ogni anno di limo con le sue piene, ha da sempre contribuito a farne una delle più fiorenti regioni agricole dell’isola. Ma l’incostanza meteorologica che caratterizza la Sardegna faceva del fiume anche la fonte di forti calamità e comunque un costante impedimento per lo sviluppo dei collegamenti e dei traffici commerciali. La formazione prima dello sbarramento di S. Chiara e poi della nuova diga Eleonora hanno invece consentito un radicale riassetto del territorio. Mentre nella parte nord l’arginatura del fiume ha permesso stabili e razionali miglioramenti fondiari nella parte meridionale la bonifica dello stagno di Sassu e lo spostamento dell’asta del Rio Mogoro hanno portato alla formazione ex novo del compendio agricolo, e della stessa cittadina, di Arborea: per estensione la più importante trasformazione territoriale mai operata nell’isola.
Oltre al centro di nuova formazione anche Cabras, dopo la riforma del regime di gestione della laguna, ha visto un notevole sviluppo; mentre il resto dell’armatura insediativa è costituito da una rete di centri con pesi equipollenti.






