A sud del Monte Arci si estende una delle regioni sarde con la maggior densità di centri abitati: la Marmilla, amministrativamente ripartita tra tre diverse provincie: Nuoro, Oristano e Sassari.
Il paesaggio è caratterizzato dall’alternarsi lungo la piana alluvionale di morbidi, arrotondati rilievi che ogni tanto rivelano il sostrato giallastro delle marne che li costituiscono e isolati tabulati basaltici, le giare, incorniciati al piede da una folta vegetazione spontanea.
L’attività umana ha pazientemente costruito su ciascun ambito un differente paesaggio agrario. Quello del campo aperto, un tempo totalmente cerealicolo, dove oggi al frumento s’affiancano le vistose pennellate gialle della colza ed il grigio delle carciofaie. Quello del rilievo marnoso, ammantato di regolari oliveti e spesso punteggiato da cipressi. Ed infine le giare, destinate al pascolo del bestiame anche per la frequente presenza d’acqua che sgorga al piede dello strato basaltico e spesso ristagna sopra il pianoro in estesi specchi che in primavera si costellano di spettacolari fioriture. Tra i numerosi abitati le funzioni amministrative e di servizio si concentrano ad Ales, Mogoro e Sanluri, ma anche nel compendio dei Comuni che formano il consorzio Sa Corona Arrubia stanno sviluppandosi innovative esperienze nel settore del turismo e dei servizi.






