Tra i territori della vasta distesa di alture granitiche che occupa la parte orientale dell’isola e l’adiacente pianura costiera si è venuta a configurare nel corso dei secoli una profonda simbiosi, fondata sui fitti scambi commerciali tra le due economie - quella pastorale e quella contadina - ed al tempo stesso segnata da periodici conflitti.
Transumanze e bardane, per citare due tra i fenomeni più caratteristici, hanno ciclicamente unito o diviso le due comunità. Come denuncia nitidamente lo stesso nome, le Baronie hanno avuto un ruolo importante nel sistema feudale sardo. Castelli, chiese e santuari restano ancor oggi a testimoniare l’antico ruolo - nel rapporto con i vari dominatori dell’isola - dei suoi centri maggiori: Posada, Galtellì, Siniscola ed Orosei.
Protetta ed a volte asserragliata entro l’aspra montagna interna la Barbagia testimonia invece della storica chiusura di molta parte dell’isola ai rapporti con l’esterno. E sono le torri, i villaggi ed i fortilizi nuragici a materializzare in modo esemplare, come nel caso del villaggio di Tiscali, l’immagine di un’austera, rigida chiusura ai rapporti esterni.






