La linea di separazione tra la parte meridionale e la parte settentrionale della fossa tettonica sarda ha da sempre costituito un fattore geografico di cardinale importanza. Ambiente naturale ed attività umane, culture materiali, ordinamenti locali, presentano in questa regione l’unica, vera frontiera interna dell’isola. Frontiera che è luogo storico di separazione (Capo di Sopra e Capo di Sotto), ma anche - come sempre - luogo di scambio e relazione, : come evidenzia la stratificata contaminazione dei vari dei dialetti sardi che ritrovano in questa regione il loro solo spontaneo esperanto. La storia del territorio ha solennemente ed a più riprese sancito questo particolare ruolo della regione. E l’importante nodo ferroviario di Macomer, o la minacciosa sagoma del castello di Burgos, pietrificano con assoluta evidenza questa duplicità di ruoli e funzioni.
L’impianto insediativo è connotato da filiere di abitati, disposti a mezza costa lungo le catene di rilievi formati dal moto tettonico, che assegnano al centro di valico la funzione guida. Macomer per il passante tra Campeda, la Planargia ed il Ghilarzese e Bono per il corridoio tra il Nuorese e la piana di Ozieri:






