Il territorio di Quartu Sant’Elena sino ai primi del secolo si estendeva dalle falesie calcaree di Capo S. Elia sino ad abbracciare, ad oriente, le propaggini costiere della regione granitica del Sarrabus, costituendo per secoli l’elemento fondamentale di presidio e controllo dell’ampio golfo ad est della piazzaforte cagliaritana.
Pur condividendo per secoli con i vicini villaggi il ruolo di "spazio subordinato che vive e lavora per la città, le prepara e le offre, o meglio è costretto ad offrirle, uomini prodotti e paesaggi", Quartu viene a configurarsi come un paese particolare che già reca in se elementi protourbani di articolazione insediativa ed assetto territoriale. Infatti il centro rappresenta in termini geografici il punto d’intersezione di due direttrici territoriali fondamentali per gli scambi tra i prodotti dell’economia pastorale montana e quelli della pianura cerealicola e della fascia umida costiera: in primo luogo il sale. A questo storico assetto d’impianto la formazione della conurbazione cagliaritana sovrappone altri e diversi compiti e funzioni.
Negli anni ’60 la città diventa infatti il centro con maggiore capacità di assorbimento dei nuovi abitanti inurbati, arrivando ad un peso demografico straordinario. E negli anni ’70 la spinta insediativa inizia ad impegnare anche il territorio litoraneo extraurbano con la formazione di una estesa città lineare in parte turistica ed in parte residenziale.






