Ai margini delle boscose balze della foresta del Marganai, che contribuiscono a farne la zona più piovosa dell’isola, sorge la storica capitale del distretto minerario del Sulcis: Iglesias, la cui storia è così strettamente e profondamente legata a quella dell’attività estrattiva in Sardegna da costituire un tutt’uno con essa. L’estrazione di minerali in questo compendio ha origini antichissime ed ha portato allo stratificarsi delle numerose tracce di tutti coloro che nel corso dei secoli parteciparono a tale attività provenendo dai luoghi più diversi.
Fittissima è la diffusione di siti nuragici e fenici con emergenze di altissimo valore ed altrettanto forte e visibile appare la presenza romana nell’area. L’impianto urbano e la cinta delle mura in parte ancora intatta testimoniano dell’importanza che la città ebbe durante la lunga presenza spagnola nell’isola. Lo storico edificio del Minerario e le prime espansioni urbane rimandano al rapporto con la corona sabauda prima e con il Regno d’Italia dopo. Ma ancora più notevoli per la loro originalità appaiono le tracce di culture costruttive ancora più lontane, come nei fabbricati delle imprese minerarie inglesi, belghe e francesi che si succedettero nelle concessioni estrattive governative. Iglesias è tuttora sede di numerose attrezzature di servizio di scala sovraurbana: uffici giudiziari, finanziari e amministrativi, come anche ospedali e caserme, ma il declino dell’attività estrattiva ha segnato in qualche modo anche la crisi del suo ruolo territoriale.






