Il centro è ubicato in posizione di controllo al bordo orientale di un vasto pianoro basaltico che domina l’intera distesa del Marghine. Sebbene abitata sin da epoca preistorica con numerose tracce della presenza punica e nuragica Macomer non costituì per lunghi secoli che uno dei numerosi villaggi pastorali del Marghine.
Il suo svilupparsi alla scala urbana negli ultimi centocinquanta anni è da porre in relazione con le grosse trasformazioni territoriali operate in questo territorio. La costruzione della strada reale che a metà dell’Ottocento congiunse Cagliari e Sassari, individuava infatti in Macomer uno dei suoi snodi fondamentali. E il centro aveva lo stesso ruolo anche lungo il tracciato della prima strada ferrata sarda.
Da centro isolato e poco accessibile, Macomer diviene così un importante crocevia degli scambi e dei traffici commerciali della Sardegna. Ed intorno ad essa inizia a coagularsi un importante sistema di raccolta e trasformazione delle produzioni locali - in particolare della zootecnia - con la creazione di un distretto lattiero-caseario tra i più importanti dell’isola. A questa crescita d’importanza economica si affianca una notevole espansione urbana che - condizionata dalle anse del tracciato ferroviario - inizia ad impegnare la parte occidentale del pianoro in modo frammentario e disarticolato. Con la crisi del comparto primario la crescita urbana ed economica di Macomer perde molto del suo slancio pur continuando a garantire al centro il ruolo guida della regione.






