Secondo il Fara le origini della città di Oristano sono da ricondurre allo spostamento –guidato nel 1070 dal giudice Orzocco e dall’Arcivescovo Torcotorio - della popolazione di Tharros nell’entroterra, in una posizione più facile da difendere dalle incursioni della pirateria saracena, grazie alla barriera naturale formata dai corsi e dagli specchi d’acqua circostanti. Il centro ebbe comunque sempre un ruolo importante nella gerarchia insediativa dell’isola: prima come centro amministrativo giudicale, poi come città regia spagnola ed infine come Prefettura del Regno Sardo Piemontese.
Oristano rappresenta infatti nell’isola un centro urbano importante per due sue distinte peculiarità sotto il profilo territoriale. Da un lato la città rappresenta un nodo fondamentale nella rete dei trasporti sarda costituendo un fondamentale snodo baricentrico nella rete stradale e ferroviaria ed essendo al tempo stesso dotata di un porto e di un aeroporto. Dall’altro è il centro guida di un importante compendio agricolo che rappresenta in molti settori produttivi il ferro di lancia dell’agricoltura sarda. E queste caratteristiche informano robustamente la duplice anima urbana di Oristano, città che coniuga il ruolo di centro amministrativo e di servizi con quello di centro agricolo produttivo.
Morfologicamente il tessuto urbano è rimasto segnato dal recinto dell’antica cinta muraria - oggi quasi interamente demolita od inglobata dagli edifici adiacenti - che individua un nocciolo a maggior densità nella parte più interna ed una fascia più rada che ospita ad ovest i grandi complessi religiosi del duomo e di S. Francesco ed a sud quelli civili del castello e del palazzo dei Giudici. E anche gli assi viari più importanti sa ruga de is Cavalleris e sa ruga Maista sono disegnati dalla direttrice di collegamento tra le antiche porte. Questo impianto urbano viene irrobustito durante l’Ottocento da importanti inserti edilizi: dal complesso di S. Francesco di Gaetano Cima al Seminario Tridentino di Giuseppe Viana, ma l’intervento che produce la più significativa trasformazione urbana è certamente quello della strada ferrata. Come annota Giovanni Spano nel 1874 "la città di Oristano è in progresso dacché fu unita a Cagliari dalla ferrovia".






