Nuoro si trova in una posizione geografica particolarmente importante per il controllo del territorio circostante. È posta infatti al bordo orientale della vasta fascia di penepiano granitico che inizia ad emergere, ad est della piana di Ottana, con i dentellati rilievi della Serra di Orotelli. Da questa balconata naturale, che fronteggia i bastioni calcarei del Corrasi si abbracciano con lo sguardo le profonde valli, costellate di vigne ed uliveti, dell’Isalle e del Cedrino e si controllano i percorsi meridionali di accesso alle Baronie. Alle sue spalle si trova invece alcuni dei più frequentati crocevia territoriali del mondo pastorale sardo dell’interno: il pianoro che mette in comunicazione il compendio montuoso del Gennargentu da un lato con l’altopiano di Bitti - nel valico presidiato dall’antica fucina nuragica di Loghelighes - e dall’altro - attraverso il comodo valico de Sa Janna bassa - con l’alta valle del Tirso ed il Campo di Ozieri. L’ascesa al monte Ortobene, nonostante la scarsa altitudine, consente di spaziare con lo sguardo dalla lama calcarea di calcare del Montalbo lungo le verdi piane costiere di Siniscola e Orosei sino a Dorgali sui i rilevi calcarei dei monti Tuttavista, Bardia, Tului e dell’intero versante ovest del Supramonte - da punta Cusidore sino a monte S. Giovanni - per poi passare a sud-ovest ai pendii settentrionali del Gennargentu, al cono del monte di Gonare, alla piana di Ottana, alla catena del Marghine ed all’altopiano di Bitti sino alle vette del Limbara.
L’immagine urbana che ci consegna di Nuoro la cartografia ottocentesca è quella di un un piccolo agglomerato bipolare, articolato in due borghi distinti, che ripropone in miniatura al suo interno la varietà dei paesaggi circostanti. Verso le valli intensamente coltivate a mandorlo, vite e ad olivo si proietta Seuna: il borgo agricolo meridionale, attestato intorno al santuario dal bel rosone in pietra della Madonna delle Grazie. A presidiare invece gli itinerari di accesso ai pascoli ed alle sugherete dell’altopiano si erge Santu Predu: l’austero borgo pastorale che attornia con alte case quasi prive di cortili l’omonima chiesa attualmente dedicata al Rosario. Tra i due abitati, distinti da mille dettagli anche nelle abitudini più elementari, si stende il nastro della strada nazionale elegantemente lastricata in granito ed intitolata all’Eroe dei due mondi. Ed attorno a quest’asse nasce e si sviluppa il primo embrione di borghesia barbaricina che si occupa soprattutto di commercio e artigianato.






