Nel periodo compreso fra il 1861 e il 1951, in un arco temporale pure molto vasto e storicamente particolare, la popolazione raddoppia secondo uno schema a due velocità: una crescita forte nelle aree aventi in qualche modo dimensione e funzioni di livello urbano, una crescita molto lenta, con alcune situazioni in decremento, nelle aree interne e nei centri di piccola dimensione.
Il sistema urbano disegnato dal censimento del 1951 è alquanto diverso da quello di un secolo prima: in questi novanta anni cambiano molte cose e si modificano molti equilibri urbani. Carbonia è la terza città dopo Cagliari e Sassari, Iglesias, Olbia, La Maddalena, Sant’Antioco, Porto Torres, Terralba presentano forti incrementi di popolazione, molto al di sopra dei valori medi regionali e nazionali. Come sempre sono le città e la possibilità di lavoro che fungono da motore degli spostamenti della popolazione: in questo caso si affacciano poi anche gli elementi attrattori derivanti dalla produttività agricola dei suoli e dalle prime infrastrutture di irrigazione e di coltivazione intensiva. Sul versante opposto si registra l’uscita dal primo livello urbano regionale di comuni come Bosa, Bonorva, Santulussurgiu, Osilo, Cabras, Cuglieri, Villanova Monteleone, che passano ad una dimensione locale.






