Del nuovo clima politico e del grande patrimonio di studi che ne discende, come accennato, si sente erede la rivista Il Nuraghe (1923 - 1932), che diventa simbolo della nuova consapevolezza di popolo e della identità sarda in una nuova prospettiva autonomistica di integrazione nazionale e che promuove, con le sue pubblicazioni, la conoscenza della storia e della letteratura prodotta in Sardegna in lingua italiana e in lingua sarda.
Il dibattito sulla questione sarda, iniziato alla fine dell'Ottocento con le commissioni parlamentari di inchiesta e proseguito specialmente nel dopoguerra, assume ora una colorazione sardista sempre più marcata. A questo gruppo, che aveva in Lussu, in Bellieni, in Carta Raspi e in Fancello, gli esponenti di punta, si possono ascrivere Pietro Casu, Raimondo Lecis, Maria Delogu, Francesco Cucca, Filiberto Farci, Giovanni Antonio Mura, Lina Masala Lobina, Francesco Brundu (pseudonimo di Francesco Fancello) e, a margine, Giovanni Cau.






