Oltre a Sigismondo Arquer il contesto culturale isolano dell’epoca può vantare autori di opere storiche, esperti di diritto e raccoglitori di leggi, scienziati, teologi.
Tra questi Giovanni Francesco Fara, Giovanni Arca e Antioco Brondo, Francesco Bellit e Pietro Giovanni Arquer, Gavino Sambigucci e Gian Tommaso Porcell. Scrivono di storia, di geografia e di diritto, di filosofia, di medicina e, talora, verseggiano, utilizzando il latino e lo spagnolo.
Tratti caratteristici:
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appartengono ai più diversi settori della vita civile: sacerdoti, giuristi, professori dell’Università, studiosi non inseriti in una struttura accademica, medici e filosofi;
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mostrano un notevole dinamismo culturale (viaggiano, tengono conferenze, scambiano lettere, leggono opere letterarie, fanno circolare le proprie); rappresentano una notevole varietà di interessi, che si rivela nella qualità delle opere prodotte;
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mostrano una doppia attenzione verso la cultura italiana e quella spagnola, la frequenza delle università italiane e di quelle iberiche la scelta dell’una o dell’altra lingua, in alcuni casi di entrambe, per accompagnare le scritture in latino.






