Di gran lunga superiore per progetto e realizzazione a quello dello Spano fu il Nou dizionariu sardu-italianu di Raimondo Vincenzo Porru, pubblicato nel 1832.
Insegnante, Porru fu anche assistente nella Biblioteca Universitaria di Cagliari e Prefetto del Collegio di Filosofia e belle arti dell'Ateneo Cagliaritano.
Il suo dizionario nasce da competenze linguistiche più raffinate di quelle dello Spano, da un'indagine sul campo durata venticinque anni e che fu preceduta dal Saggio di grammatica del dialetto sardo meridionale pubblicato nel 1811. La ricchezza di fraseologia e di esemplificazione del dizionario del Porru furono elogiate anche dal maestro degli studi di linguistica sarda, Max Leopold Wagner.
Rientrano in un orientamento teso al recupero della storia e della storia culturale anche le ricerche di Ludovico Baille e del fratello Faustino Cesare, di Salvator Angelo De Castro, di Pietro Amat di San Filippo e di Filippo Vivanet.
Nei primi decenni del secolo il bisogno di conoscenza cominciava a manifestarsi vigorosamente anche nell’indagine scientifica e nella compilazione dei dizionari della lingua sarda.






