I tonni di Raimondo Valle non ha una vera finalità pedagogica, ma illustra i momenti più suggestivi della vita dei tonni (gli amori) e della loro morte (la mattanza).
Il suo inserimento fra gli autori didascalici non è comunque casuale: infatti, in alcune delle numerose note del testo poetico, il Valle identifica nella diversificazione e nella specializzazione delle attività economiche la via di salvezza dell’economia sarda.
Nel quadro del rinnovamento degli studi in atto nel Settecento sardo assume una posizione di tutto rilievo la figura di Pietro Leo.
La sua opera Di alcuni antichi pregiudizi sulla così detta Sarda intemperie, e sulla malattia conosciuta con questo nome è una vera e propria lezione tenuta agli studenti dell’università di Cagliari in cui l’autore utilizza tutti gli elementi professionali di cui dispone per disegnare un progetto di futuro per la sua terra, prodigandosi contro la più grave malattia che affligge l’isola e l’ignoranza medica che le consente di mietere un numero sempre maggiore di vittime.
L’opera sull’intemperie è la testimonianza del graduale affermarsi di un pensiero scientifico moderno, di un pensiero che trae sostanza dall’analisi scientifica e dalla riflessione filosofica.
L’intera biografia del Leo è una conferma di questa tensione di ricerca che non va disgiunta da una marcata passione civile: lo scienziato, il medico, l’educatore e il politico capace di disegnare, partendo dagli elementi professionali di cui dispone, un progetto di futuro per la sua terra.
In lui contemporaneamente coesistono e si integrano in una figura di scienziato ancora in gran parte da scoprire ma che già si mostra inserita in quel mondo di cultura e di progettualità politica al quale appartengono i letterati dei quali ci stiamo occupando.






