Spesso questo localismo sfociò in opere storiografiche di intento propagandistico, ma con dei risvolti e delle motivazioni diverse rispetto a quelle che avevano caratterizzato il secolo precendente.
Il localismo del XVII secolo è propaganda politica, assolutamente inutile rispetto all’integrazione della Sardegna nel mondo ispanico, ma rilevante come strumento della lotta tra diverse élites politiche per la conquista o il rafforzamento del poco potere interno e dei suoi processi di derivazione dalla corona spagnola.
La produzione di un’estetica del localismo come supporto propagandistico dell’azione di un ceto politico aristocratico cittadino, o cantonale o territoriale, è una costante della contiguità tra intellettuali e potere che ha prodotto, fino ai nostri giorni, non poche deformazioni del sistema culturale isolano e dei suoi rapporti con il sistema europeo.
Rientra in questo quadro l’Historia general de la Isla y Reyno de Cerdeña dello storico sassarese Francisco de Vico, primo magistrato sardo eletto al Consiglio d’Aragona, il quale riprende la tradizione storiografica sarda e la usa come strumento di lotta politica.
Si inseriscono in questo contesto anche le opere del grande rivale cagliaritano del De Vico, il cappuccino Salvatore Vidal (il cui vero nome era Giovanni Andrea Contini) che scrisse di storia profana e religiosa, di letteratura e poesia, utilizzando il latino, lo spagnolo e il sardo. La difesa che egli fa del sardo nella sua Urania Sulcitana (1638) va compresa all’interno di questi scontri campanilistici, e quindi non contraddice, e anzi conferma, il quadro di subordinazione del sardo.
È invece parzialmente diverso il caso di Jorge Aleo (1620 circa - 1684 ca) cappuccino, coinvolto nella lotta politica cagliaritana. La sua Historia cronológica y verdadera de todos los sucesos y casos particulares sucedidos en la Isla y Reyno de Serdeña del año 1637 al año 1672 è sì un’opera storica, ma soprattutto un’autodifesa.
La sua opera manifesta il tentativo delle della classe intellettuale sarda di portare avanti le istanze autonomistiche.






