Nel Seicento lo spagnolo è adottato dagli intellettuali sardi come lingua letteraria, di cultura.
La cultura sarda entra a far parte dell’universo della cultura barocca.
Ogni scrittore sceglie i propri modelli e alla fine produce un’opera originale, oppure una ricombinazione, un pastiche, destinato a rendere complesso il lavoro dei critici che vogliano descriverne le ascendenze letterarie.
Jacinto Arnal de Bolea è autore di un romanzo in stile culterano intitolato El Forastero.
Il forestiero Carlo giunge a turbare la tranquilla esistenza di alcune nobili fanciulle, tra cui quella di Laura, moglie del suo persecutore, il duca Felisardo. Nell’intricatissima vicenda non mancano matrimoni e figli illegittimi, non ultimo quello avuto da Carlo e Laura. Il lieto fine compone ogni tensione: vengono riscoperte le origini nobili del protagonista e i due amanti, dopo la morte di Felisardo, possono finalmente sposarsi. Arnal de Bolea aveva già pubblicato nel 1627 gli Encomios al torneo, poema in ottave in cui descrive il torneo cavalleresco che si svolgeva ogni anno a Cagliari in occasione della festa di San Saturnino ed elogia alcuni nobili sardi.
El forastero è scritto in un castigliano ricco di latinismi, italianismi, sardismi e francesismi e, mentre da un lato documenta il forte legame del de Bolea con la Sardegna e in particolare con Cagliari, "madre de forasteros", dall’altro mostra chiaramente i rapporti che legano l’autore alla letteratura spagnola.
Nel caso dell’opera del cagliaritano Giuseppe Zatrillas Vico, i pareri sono discordi sia sulla valutazione degli aspetti propriamente letterari, sia per quanto concerne il giudizio riguardante l’opera posta in relazione con la società e la cultura del suo tempo.
Cagliaritano, di famiglia nobile, oltre che coltivare le lettere, Giuseppe Zatrillas svolse importanti incarichi politici. Nello svolgimento di questi fu accusato di tradimento, esiliato e imprigionato a Tolone. Il suo romanzo Engaños y desengaños del profano amor (1687-1688), che ebbe molta fortuna all'epoca, è incentrato sulla relazione amorosa tra il duca Don Federigo e Donna Elvira Peralta.
La trama è fortemente intricata e appesantita dalla magniloquenza tipica dello stile barocco, mentre abbondano le sentenze morali (las moralidades) volte a scoraggiare i peccaminosi amori adulterini, secondo un gusto controriformistico che tanto favore incontrava nella cultura spagnola del tempo.






