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Note introduttive
Alle origini
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Il Seicento
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Il Novecento
Alle origini
Antonio Cano

Ad Antonio Cano si deve il primo poemetto in volgare, Sa Vitta et sa Morte et Passione de sanctu Gavinu, Prothu et Januariu.
Le notizie sulla sua vita sono scarse, si sa che è nato a Sassari alla fine del XIV secolo. Dopo essere stato rettore della villa di Giave, fu eletto abate di Saccargia e poi ordinato vescovo di Bisarcio prima di diventare arcivescovo di Sassari. Sa Vitta et sa Morte et Passione de sanctu Gavinu, Prothu et Januariu è la più antica opera letteraria in lingua sarda fino ad oggi conosciuta.
È un poemetto di argomento agiografico che ripropone, attingendo da fonti narrative medievali, il modello martiriale.

Gavino, Proto e Gianuario, martiri turritani, vengono riproposti come modelli esemplari di coerenza contro i falsi miti e i falsi valori, in una Sardegna che, a distanza di tredici secoli dal martirio, intende fondare sulla tradizione cristiana e sulla lingua e la cultura sarda, la propria identità di popolo che prende coscienza della propria condizione in un clima di accese speranze di riforma morale.
Le scelte retoriche, la spiccata tendenza alla drammatizzazione, la forza espressiva e l’arditezza del dettato rimandano ad una intertestualità ampia e ad una tradizione che, a partire dalle origini dell’Europa cristiana, si muove nell’alveo della ricca e multiforme letteratura di argomento religioso.

Il Laudario lirico
Altro testo di rilievo del periodo è il
Laudario lirico ritrovato da Damiano Filia a Borutta, che documenta anche per la Sardegna la presenza di tradizioni francescane paraliturgiche nutrite di musiche e canti.

L’Alziator ritiene che nelle laudi dalle quali è composto sia evidente "la derivazione dalla poesia italiana dei secoli precedenti". Dello stesso Laudario fanno parte anche la Laude de Nostra Signora de sa Rosa e le Laudes de sa Santa Rughe, in volgare sardo, che ricalcano lo schema e l’andatura dei tradizionali gosos sardi.

. NOTA .
I gosos sono le laudi per i santi locali, composte per lo più da ecclesiastici.

 
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