La poesia popolare isolana del periodo si caratterizza per il numero, per la straordinaria complessità dei generi e per la terminologia tecnica che ne designa le forme e i metri.
Dietro questo patrimonio si nota l’impronta della tradizione provenzale e una discendenza dalla letteratura trobadorica.
Infine va rilevato che, unitamente a quanto attesterebbero le forme e i nomi della poesia popolare sarda, una fonte quattro-cinquecentesca, la Memoria de las cosas que han acontecido en algunas partes del Reyno de Cerdeña, recentemente rivisitata, attesta inequivocabilmente che nell’Isola è esistita una tradizione, se si vuole para-letteraria, che aveva come argomento le origini delle casate giudicali, le fondazioni di chiese e di città nonché alcuni episodi della storia medievale isolana. Verità e mito si fondono in questo testo né più né meno di come si amalgamano in analoghi testi europei.
. NOTA .
La pressoché totale indisponibilità di testi ci impedisce di apprezzare come e se le diverse lingue utilizzate in Sardegna (sardo, latino, italiano, catalano) siano state utilizzate nella pratica letteraria.
Questa assenza si spiega in parte con la triste regola che ogni vincitore impone ai vinti: la perdita dei beni e della memoria, che comporta la marginalizzazione e la folklorizzazione di tutto ciò che prima era ufficiale.
La guerra secolare non ha soltanto distrutto le strutture di una società, ma ha anche determinato, col suo esito, cosa far sopravvivere del passato e cosa no, cosa affidare alla cultura alta e cosa far precipitare nel mare magnum dell’oralità.






