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Note introduttive
Alle origini
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Il Novecento
Alle origini
Le legendae e gli officia

Il perdurare di una vitalità della tradizione latina (e della cultura medioevale scritta) in epoca bizantina è testimoniata dalle legendae e dagli officia (vita e tradizione liturgica) dei santi e dei martiri sardi, databili a partire dall’XI secolo. I più importanti tra questi sono:

In Sardegna le prime testimonianze in sardo o in latino risalgono al periodo che va dall’ultimo quarto del secolo XII all’inizio del XII e provengono o dalle cancellerie dei Giudicati o da monasteri e basiliche.
Nella lingua scritta il volgare sardo e il latino continuano ad alternarsi, mentre esistono testimonianze di una produzione agiografica autoctona intorno ai monasteri.

Questo repertorio documentario in lingua sarda è copioso e precoce, rispetto a quello di altre regioni italiane, e generalizzato, ossia non limitato ad una particolare area dell’Isola.
Sono testi su cui spesso i filologi e i paleografi si sono divisi. In realtà sono autentici, ma complessi.

Le grafie sono anacronistiche rispetto alla data della redazione e sono spesso una sintesi originale, ma inconsapevole, di diversi stili di scrittura (carolina, gotica, onciale e semionciale).
La lingua, invece, è prevalentemente sarda, nelle sue diverse varietà dialettali (logudorese, arborense e campidanese).

Il problema che essi pongono è l’accertamento di quale consapevolezza avessero gli scrivani di produrre in una lingua diversa dal latino e quindi di quale conoscenza avessero del latino. La coscienza di tale diversità sta alla base dell’uso consapevole del volgare rispetto al latino.

 
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