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Note introduttive
Storia dei sardi e letteratura
Fino all’Ottocento la storia delle lettere non si configura come parte di una civiltà complessivamente in movimento, ma piuttosto come un pezzo della storia dei privilegiati. Le lettere e i letterati, fino al XIX secolo, sono marginali rispetto all’unica tragica dialettica che caratterizzò a lungo l’Isola: quella tra povertà diffusa e privilegio sempre più arroccato e esclusivo.

Fino a questo periodo, dunque, non si può assumere la letteratura come paradigma unitario della storia sarda.

Rimane, tuttavia, la necessità di superare l’immagine della Sardegna come isola inaccessibile, che spesso prevale nelle analisi e negli studi che riguardano la regione. Questa immagine tende a ignorare, tra le altre cose, il campo delle attività culturali.

Data la sua posizione decentrata e la sua peculiare storia, segnata dall’incontro con diverse culture, è molto difficile integrare la Sardegna in un discorso di storia letteraria rigorosamente italiana.

D’altra parte è impossibile concepire una storia dei sardi e della loro letteratura al di fuori del contesto europeo, per l’indiscutibile intreccio di atti diplomatici e di governo, di guerre e di accordi di pace, di correnti di idee, di generi letterari e di moduli stilistici che ha legato e lega la Sardegna all’Italia, alla Spagna, al bacino del Mediterraneo, all’intera Europa, a dispetto dei luoghi comuni sull’isolamento.

 
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