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MICHELE COLUMBU


Cagliari, A M & D Edizioni, 1992
Senza un perché
Michele Columbu

Molti affermavano che il mondo finiva sull'orlo del burrone, a non più di tre ore dal paese. Alcuni altri, un'esigua minoranza, avanzavano l'ipotesi che finisse più lontano. Restava però il fatto che i sentieri a sud-ovest non portavano da nessuna parte.

Con la stessa logica avrebbero potuto dire che il mondo cominciava lì e cammin facendo si sviluppava verso nord-est. Senonché, tutta la storia del villaggio induceva al pessimismo, e la maggior parte della gente era di intelletto così pigro da rifiutare persino l'idea di trovarsi all'inizio di qualcosa che poteva crescere, non si sa mai, e produrre sconosciuti rivolgimenti. Meglio in coda a tutti, quieti e tranquilli, in una posizione stabile, quantomeno, e al riparo da sorprese.

Ma ai tempi d'oggi nessun angolo remoto della terra può sfuggire alla forza del progresso. Il governo infatti, volendo aiutare certi contadini che si ostinavano a seminare cereali in una pianura pietrosa, deliberò di costruire quattordici chilometri di strada, dal paese al burrone. I contadini, tuttavia, erano troppo furbi per credere a una notizia così strana. Perciò fingevano di rallegrarsi, come per stare a uno scherzo; si scambiavano sorrisi maliziosi e a modo loro facevano del'ironia.

 
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