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GIUSEPPE MANNO


Nuoro, Ilisso, 2002
De' vizi de' letterati
Giuseppe Manno

De' troppo giovani


La natura mette un tempo in mezzo, e va per molti gradi nel recare a compimento ogni cosa. Non così l'uomo; il quale scioltosi di questa legge, abusa più volte delle sue forze ancor fievoli, e precipita ogni indugio. Interviene ciò più sovente nelle operazioni dell'intelletto, nelle quali coloro che mettonsi a qualche pruova che sia sopra la loro potenza, più facilmente ingannansi sul proprio valore; e più difficilmente disingannasi sul proprio merito chiunque siasi già cimentato. Diconsi costoro talvolta ingegni privilegiati; stampe che la natura fa con lunghi intervalli di riposo e poi rompe; Ercoli nella cuna; miracoli d'intelligenza anzi tempo. E tal sia d'alcuni: ché nelle opere della mente a niuno è dato di poter segnare il tratto preciso della maturità. Sia anche vero quanto di parecchi sterminati baccalari ancor giovincelli si raccontò nella vecchia e nella nuova letteratura: poiché senza rimetter un punto della fede prestata alle cose udite, o vedute da da’ benevoli ammiratori di questi prodigi, tanta è pur la mondiglia, che il cernersi di qualche granellino non basta ad accreditarla.

 
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