Libri e maestri
Il curatore
Paolo Maninchedda insegna Filologia romanza all’Università di Cagliari.
L'opera
Il filo della memoria degli allievi diretti di grandi maestri (Formisano-Contini; Buzzetti-Avalle; Rabitti-Caretti; Virdis-Limentani; Cherchi-Del Monte) ha fornito spaccati di momenti decisivi della cultura italiana ed europea. Così, mentre si parlava dei protagonisti dell’Italia tra le due guerre e del secondo dopoguerra, in controluce si è stagliato il profilo della generazione dei filologi che non ha conosciuto Croce se non nei licei, che non ha conosciuto il fascismo e la guerra e che, invece, è stata investita dall’attività dei protagonisti dello svecchiamento della cultura italiana (che avevano conosciuto sia Croce che la guerra), con l’irruzione dello strutturalismo e della semiologia, da un lato, e l’aggiornamento della grande tradizione della scuola storica dall’altra. Ne è venuto fuori non un ripiegamento su ciò che si poteva facilmente immaginare concluso (per chi vuol far coincidere – erroneamente – la parabola biologica di uno studioso con il suo percorso culturale) ma l’affermazione dell’attualità di un patrimonio e di un repertorio di esperienze non riducibile alla logica dell’archivio delle cose fatte, perché dotato di un’interpretazione della disciplina realmente incidente sulla questione del rapporto tra la storia e il pensiero, tra la funzione critica verso il passato e l’urgenza delle domande dell’oggi. Lo sguardo a distanza di giovani studiosi su celebrati maestri ha restituito poi positivamente quel fenomeno, che tutti conosciamo, di sentirci allievi dell’autore prediletto, o semplicemente affascinati da figure conosciute solo attraverso l’opera loro durante il periodo della formazione, delle quali si sente l’esigenza di approfondire la biografia per comprenderne a fondo l’importanza. Così Ernesto Parodi (Arianna Punzi), Giuseppe Dessì (Dino Manca), Max Leopold Wagner (Giovanni Lupinu), Donald Mc Kenzie (Nadia Cannata), Walter Benjamin (Mauro Pala), Jean Baptiste La Curne De Sainte-Palaye (Marco Maulu).
Infine lo sguardo alla cultura russa: Tagliagambe e Pasero hanno duettato – ben oltre ciò che gli Atti lascino intendere – su Florenskij e Bachtin e sulla caratteristica (tutta russa) di fare della storia una vicenda di cadute e di rinascite, al contrario della tradizione europea, implicitamente un po’ “manzoniana” nel ritenere che il tempo, scorrendo, porti sempre in avanti il livello della civiltà. Così il seminario ha potuto concludersi senza affidarsi alla certezza che sempre si progredisca, pur comprendendo che la catastrofe, quando non è storica, è un positivo esercizio di rovesciamento per evitare di leggere dogmaticamente se stessi, la disciplina che si esercita, il mondo in cui si vive.
[dalla Prefazione di Paolo Maninchedda]
Indice
Prefazione
Paolo Maninchedda
Prima e dopo i maestri
Luciano Formisano
Ricordo di Gianfranco Contini professore
Arianna Punzi
Parodi e la grammatica della poesia
Serena Sapegno
Recensioni e Biografie/ Libri e maestri
Maurizio Virdis
L’eccezione dello stile. Per Alberto Limentani
Giovanna Rabitti
Lanfranco Caretti: «Filologia e critica» (1952)
Silvano Tagliagambe
Rovesciamento e mondo intermedio: l’epistemologia del simbolo di Pavel Florenskij
Mauro Pala
Coltivando l’asfalto: la filologia urbana di Walter Benjamin
Nadia Cannata
L’eredità intellettuale di D. F. McKenzie (1931-1999). La bibliografia come sociologia dei testi
Silvia Buzzetti Gallarati
Scienza e passione nella filologia di d’Arco Silvio Avalle
Marinella Lőrinczi
Il filologo, il naturalista e lo scrittore. Storie di libri e di ricerche
Marco Maulu
Fra attrazione e distacco: il Medioevo illuminato di Jean Baptiste La Curne de Sainte-Palaye
Giovanni Lupinu
Max Leopold Wagner e la Sardegna “autentica”
Nicola Tanda
Sapegno e la Sardegna
Paolo Cherchi
Un maestro: Alberto Del Monte
Dino Manca
Il ‘racconto ripetuto’ di Giuseppe Dessì
Giuseppe Marci
Sergio Atzeni: l’itinerario formativo
Indice dei nomi




