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Centro di Studi Filologici Sardi

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Maurizio Virdis è nato a Roma il 6 febbraio 1949. Da sempre opera e lavora a Cagliari. Presso l'Università di Cagliari ha conseguito la laurea in Lettere nel 1972. Nel 1974 è assistente alla cattedra di Linguistica sarda, nel 1986 è professore associato di Filologia francese presso la Facoltà di Magistero; nel 1992 è professore associato di Filologia romanza sempre a Cagliari presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dove dal 2005 è professore straordinario per gli insegnamenti di Filologia romanza e Linguistica sarda.
Per quanto riguarda la ricerca nel campo della Linguistica sarda, l'attività scientifica e di ricerca si è rivolta ai problemi di descrizione storica e sincronica della fonetica sarda (campidanese e arborense); ai problemi di sintassi sarda; ai problemi di edizione di testi medievali sardi (Edizione critica del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado); alla poesia sarda moderna (A. Casula (Montanaru), Antonio Mura, A. M. Falchi Massidda, F. I. Mannu, G. Delogu Ibba).
Per ciò che concerne l'ambito della letteratura francese medievale, l'attività è rivolta soprattutto ai problemi del romanzo.
Di Chrétien de Troyes sono state indagate sia le strutture testuali sia i problemi di narratologia, sia problemi relativi alla rappresentazione dell'azione e della psicologia. Del Roman de la rose ou de Guillaume de Dole di Jean Renart si è indagato lo statuto del narratore, l'aspetto metatestuale e metanarrativo, nonché l'arguzia e l'ironia anfibologica della scrittura. Allo statuto del narratore e ai fenomeni di metatestualità è pure volta l'indagine sul Bel Inconnu di Renaut de Beaujeu, in cui si fa il punto sui problemi interpretativi di questo controverso romanzo, con riferimento anche ai problemi di intertestualità e di 'effetti di ironia' della scrittura. Dei rapporti fra agiografia e romanzo, nonché della rappresentazione del sociale e della proposizione di una problematica etico-politica si occupa il lavoro sul Guillaume d'Angleterre.
Particolare interesse è stato poi rivolto all'analisi dei Lais di Marie de France (Guigemar, Lanval, Eliduc): più specificamente di questi testi si è cercato di valutare lo statuto testuale, la retorica narrativa, l'aspetto metanarrativo.
Due interventi ancora riguardano la poesia di Charles d'Orléans: il primo riscontra alcune analogie psicologioco-morali fra alcuni testi del poeta e i diari di Cristoforo Colombo, l'altro mira alla coscienza soggettiva all'intersezione fra tradizione allegorica medievale e nominalismo 'moderno'.

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