HOME
 
CHI SIAMO
 
PUBBLICAZIONI
 
AUTORI
 
PERIODICI
 
DIDATTICA
 
LESSICO
 
BIBLIOGRAFIA
 
RECENSIONI
 
EVENTI
 
CREDITS
Vai all'indice di questa sezione

ENRICO COSTA


Le due fidanzate
Enrico Costa

 

Alla Giovane Artista
MADDALENA PORTA
Nella SONNAMBULA di Bellini
E nella LUCIA di Donizetti

Nelle più fitte tenebre
Vedo di faci splendere un castello:
Ed ascolto, vicino,
Il monotono scroscio
D'un garrulo ruscello
Che, lamentoso, in mille spruzzi frangesi,
Mentre mugghiante e rapida Gira sull'asse e scricchiola
La ruota d'un molino.
La notte è bruna;
Non raggio di stelle,
Non raggio di luna,
Non urlo di vento.
La strige qui sento;
Sol vedo in mezzo all'ombre un lumicino.

***
Giovani entrambe e belle,
Sparse le chiome al sen, bianco vestite,
Due fanciulle ved'io.
S'avanzano, smarrite,
Verso l'ombra - e sa Dio
Dove vanno, e perché. L'una d'Amina
E l'altra di Lucia risponde al nome.
Ambe d'amor si struggono:
Patrizia e contadina.
Volgendo intorno il guardo
Quelle infelici parlano
D'amor deluso e di deluse nozze.
L'una domanda ai fiori: " - Edgardo, Edgardo,
Dov'è l'anello mio?
Non maledirmi - vittima
Fui d'un crudel fratello! -"
E l'altra allor, celando
Fra le sue mani il volto,
Risponde a lei: " - Son maledetta anch'io!
Ebbi da Elvin l'anello,
Ed Elvin me l'ha tolto ! - "

E dal castello risponde un lamento;
Ed io lo scroscio sento
Dell'onda lamentosa
Che si frange, schiumosa,
Sul trave d'un molino.
La notte è bruna:
Non raggio di stelle,
Non raggio di luna,
Non urlo di vento...
Perché mai fu spento
Nell'umile capanna il lumicino?

***
Ascolto nella via
Una gente esultar: " - No, non è rea:
Amina è una sonnambula!"
" - Pazza, pazza è Lucia!"
Dal castello si risponde;
E due cani d'amore
Che sanno di dolore
L'eco pietosa in un sospir confonde.

Dentro un'illustre fossa,
Là, sui piani lombardi,
Fremon d'amor poche ossa;
E sulla spiaggia, sìcula
Freme commosso il cenere
Del giovine cantore
Che trasfuse nei canti il suo dolore...
Dimmi, per l'aura muta
Non odi tu come un linguaggio arcano?
È il gran Genio di Bergamo
Che dai colli saluta
Il Genio siciliano
Che si riposa appiè del Mongibello.
Nei misteriosi fremiti
Dei numeri divini,
Pensieri, affetti, lagrime,
Gioie e dolor confondono
Donizetti e Bellini.

***
Nel superbo castello
Le faci impallidiscono;
Ed ascolto il monotono
Suono dell'onda garrula
Che in mille spruzzi frangesi
Sul trave d'un molino.
Sorge il mattino.
Amina prepara
La veste di sposa:
Coi morti riposa
La bella Lucia.
S'odono meste preci per la via,
E lieti canti... - Passano
Due sposi ed una bara...

***
E le due fidanzate,
Sparse le chiome al sen, bianco vestite,
Sono una donna sola;
Esse hanno un core, un'anima,
Un affetto, un pensiero, una parola.
Tu sei dunque l'eletta,
Poiché sapesti leggere
Nella mente d'Mina e di Lucia.
Che dirti?... Benedetta,
Poiché colla tua voce, e Maddalena,
Tu commovesti il cenere
De' più grandi e infelici
Cultor dell'armonia:
Benedetta, poiché trovar tu sai
Del nostro cor la via
Coi mesti canti che non moion mai!

Sassari, 15 febberaio 1879

 

 
Centro di Studi Filologici Sardi - via dei Genovesi, 114 09124 Cagliari - P.IVA 01850960905
credits | Informativa sulla privacy |