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ENRICO COSTA


La forza del destino
Enrico Costa
 

Cronaca di città

Teatro civico. - Prima di farvi un breve cenno dei diversi artisti andati in iscena il giorno 10 colla Forza del Destino, ricordo ai lettori la solita teoria delle pesche col punto nero, di cui Dumas nel Demi Monde; e faccio loro osservare, che il nostro teatro, essendo il 4° ordine, è piccolissimo, quindi bisogna guardare i cantanti con un binocolo che possa ingrandirli quattro volte.

Ammesse le difficoltà che presenta quest'opera per la interpretazione musicale - premessa la tessitura acutissima dello spartito, massime per il tenore - visto che la Forza del Destino è una di quelle opere che si reggono unicamente per la varietà di certe scene che appartengono più a un gran Ballo che a un'opera, e che pertanto entrano nel Destino come i cavoli a merenda - considerato che la Forza del Destino è ricco di molti personaggi secondari che cantano da primari; io non esito un istante ad asserire che nel complesso noi dobbiamo essere contenti dello spettacolo che ci viene apprestato al Civico. - Il complesso della Compagnia è buono - le voci intuonatissime, come lo provano i pezzi concertati che vengono cantati con lodevole precisione.

La prima donna soprano, signora Ida Giovanna, ha una voce robusta e intuonata, ha spigliatezza nella scena, e pone molta cura tanto nel canto quanto nella parte drammatica. Merita considerazione. Il pubblico non manca mai di applaudirla nella sua aria e nel duetto col basso, il signor Tullio Campello, il quale è un vero artista, e potrebbe giudicarsi anche ad occhio nudo; oltre la bella voce, di molta estensione, ha un ottimo metodo di canto, ed è intuonato, qualità assai rara nei bassi. Il pubblico lo festeggia con vivi applausi. - Il tenore signor Lorenzini è un giovine esordiente, che ha una bellissima voce di tenore, ma non troppo sicura. Viene applaudito nella romanza che canta con molta anima, con buon colorito e con molta precisione. Quando collo studio imparerà a regolare un po' di più il suo fiato che spreca troppo  nei primi due atti, restandone quasi privo negli ultimi; quando dopo aver calcato parecchi altri teatri avrà acquistato un po' più di scioltezza sulla scena, il signor Lorenzini potrà fare una bellissima carriera, tanto più che dappertutto è oggimai scarsezza di tenori. -

 

 
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