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ENRICO COSTA

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Da Sassari a Cagliari

Giovanni Tolu. Storia di un bandito sardo narrata da lui medesimo

Alla Grotta di Alghero. Appunti e spigolature

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Presentazione di due volumi della collana “Opere di Enrico Costa”

Luoghi e Letterature 7 Sardegna

Enrico Costa nacque a Sassari, l’11 aprile del 1841, da una famiglia di musicisti originari della Liguria. Primogenito di tre figli, visse i primi anni tra Sassari e Cagliari, dove il padre Domenico aveva avviato un’attività commerciale, senza trascurare l’amore per la musica. Nel 1851 a seguito della morte del capo famiglia, Enrico dovette lasciare la scuola ed ebbe il compito di aiutare la madre nella gestione del panificio a Cagliari. Riuscì tuttavia a coltivare le passioni per la letteratura e per il teatro, insieme a quella per la musica che costituiva una sorta di retaggio familiare.

Nel 1854, per motivi economici, fu costretto a lasciare la famiglia e a trasferirsi a Sassari. Qui scrisse i primi versi e frequentò con ottimi risultati la scuola dei Padri Scolopi. Nel 1855 fu colpito dalle febbri malariche: guarito dopo un periodo di degenza, iniziò a lavorare. Svolse vari impieghi, a cominciare da quello di commesso presso il negozio di uno zio. Pur dovendo lavorare per far fronte alle difficili condizioni economiche, continuò lo studio come autodidatta, animato da una forte passione che lo portava a leggere autori italiani e stranieri.

All’età di diciotto anni tornò a vivere con la madre. Nel 1859 si impiegò presso l’Agenzia dei vapori francesi, poi, grazie ad un amico, fu assunto come scritturale alla Tesoreria Regia. Nel 1864, decise di cambiare: per qualche tempo fu disegnatore presso lo studio dell’ingegner Roux, progettista francese incaricato di costruire l’acquedotto a Sassari; quindi impiegato al Catasto, e nuovamente disegnatore, questa volta presso le Ferrovie Sarde.

Si sposò nel 1865 con Enrichetta Manca Piretto. Ebbe sei figli, tre dei quali morirono prematuramente. Nel 1866, venne assunto alla Banca Nazionale, dove subito mostrò notevoli capacità e gli furono assegnati incarichi sempre più importanti. Data l’esperienza accumulata, e la buona fama di cui godeva, numerose banche richiesero la sua collaborazione.

In questo periodo, mentre la famiglia raggiungeva condizioni economiche più agiate e stabili, strinse vari legami con importanti personaggi della Sassari d’allora, come Luigi Canepa, promettente musicista e suo lontano parente. Da questo rapporto nacque anche una collaborazione letteraria: Costa scrisse per lui vari libretti tra cui l’Arnoldo, del 1868, e il David Rizio, melodramma che debuttò al Teatro Carcano di Milano nel 1872 con discreto successo. Intraprese numerosi viaggi nella penisola durante i quali ebbe modo di conoscere vari esponenti della cultura dell’epoca.

Tra il 1866 e il 1891, lavorò presso la Banca Nazionale, la Commerciale Sarda, la Banca Agricola e la Cassa di Risparmio di Sassari, nel cui tracollo rimase coinvolto. Fu anche tesoriere alla Cassa del Municipio di Sassari.

Nel 1891-92, dopo l’amara esperienza del fallimento, svolse gli impieghi di delegato prefettizio a Buddusò e di delegato provinciale alla amministrazione dell’ospedale di Ozieri.

Nel 1894 venne assunto come archivista al comune di Sassari, posto che conservò fino al 1909 quando morì, il 26 marzo, all’età di 68 anni.

La produzione letteraria di Enrico Costa è vastissima. Dopo i primi successi in campo teatrale e poetico (nel 1869 aveva pubblicato la raccolta di versi intitolata Per la morte di una bambina), nel 1874 esordì nella narrativa con il romanzo Paolina; seguirono Il muto di Gallura (1884), La Bella di Cabras (1887), Rosa Gambella (1897), Giovanni Tolu (1897: nello stesso anno pubblicato in traduzione tedesca).

Nel 1875, fondò il periodico “La Stella di Sardegna” che pubblicò fino al 1886, pur con varie interruzioni. Il giornale fu un importante punto di riferimento per l’intellettualità sarda e riscosse numerosi consensi anche in ambito nazionale. Durante l’interruzione della “Stella”, nell’aprile del 1881, diede vita al “Gazzettino Sardo”, giornale quotidiano che ebbe tre mesi di vita.

Fu anche autore di lavori saggistici: Album dei costumi sardi (1897-1901); Archivio pittorico della città di Sassari (1976); e di guide di viaggio la più importante delle quali è Da Sassari a Cagliari (1882).

Ma l’opera per la quale è principalmente noto è Sassari, amplissima ricostruzione della storia della sua città il cui primo volume uscì nel 1885, mentre il secondo apparve nel 1909. Per averne un’edizione integrale, tuttavia, si dovette attendere fino al 1937, quando l’editore Gallizzi ripubblicò i primi due volumi, aggiungendo i restanti due ancora inediti.

 

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